Laquila, 30 giugno 2009 - Sette madonne salvate dal Museo nazionale dellAquila in giro per sette musei dAbruzzo a testimoniare la ripresa della vita culturale dellAbruzzo dopo il sisma del 6 aprile. Si muove su questo obiettivo principale liniziativa "Terra Madre Abruzzo" promossa da Legambiente, Regione Abruzzo, ministero dei Beni culturali e Icom presentata ieri nel corso di una conferenza stampa. Dal 29 giugno al 18 luglio sette musei regionali accoglieranno a turno larrivo di una statua salvata dal Museo nazionale dellAquila ospitato, prima del sisma, al Castello Cinquecentesco e ora trasferito al museo di Celano. In ogni museo prescelto sarà predisposta una stanza, accessibile gratuitamente a tutti, che accoglierà la madonna salvata, con allestimenti video che illustreranno le operazioni di salvataggio da parte dei volontari di Legambiente. Si è partiti ieri pomeriggio dal museo civico archeologico di Teramo con lesposizione della Madonna col Bambino dei primi decenni del Xv secolo. Il viaggio culturale di una parte importante del Museo nazionale dellAquila toccherà poi i musei di Pescara (Museo delle Genti dAbruzzo e Casa natale di Gabriele Dannunzio); di Chieti (Museo archeologico nazionale La Civitella e Museo archeologico di Villa Frigerj); di Celano (Museo preistorico di Paludi); di San Buono (Museo per larte e larcheologia del vastese); di Francavilla al Mare (Fondazione Museo Michetti). Lassessore alla Cultura, Mauro Di Dalmazio, ha parlato di "iniziativa importante per iniziare a ricucire un tessuto culture ferito dal sisma". Ma lassessore Di Dalmazio, nel presentare "Terra Madre Abruzzo", ha voluto porre laccento su quella che sarà la politica culturale dellAbruzzo. "Limpegno della Regione Abruzzo ? ha detto Di Dalmazio ? sarà quello di fare in modo che tutti gli attori impegnati nel settore riescano a creare una rete, a fare sistema. Quello che voglio ? ha aggiunto lassessore ? è uscire dalla logica dellautoreferenzialità della cultura, dalla logica del piccolo orticello, dalla logica che porta a coltivare campanilismi istituzionali e territoriali sterili per farli invece diventare veramente localismi virtuosi e peculiari. Noi, in questo senso, vogliamo mettere un impegno straordinario per far sì che questo recupero identitario possa fungere da trampolino di lancio per costruire progetti culturali che segnino una precisa strategia di rilancio". .