Le scelte regionali. Il Ddl cerca di battere l'ostruzionismo Il piano casa riparte da dove era cominciato. Oggi a Venezia riprende il cammino del disegno di legge regionale che disciplina ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni. Il Veneto era stata la prima regione a muoversi, e con la sua iniziativa aveva ispirato anche quella del governo. Ma l'ostruzionismo dell'opposizione di centrosinistra circa 2.400 emendamenti aveva indotto la maggioranza regionale a rinviare il discorso a dopo le elezioni. Anche perché in Veneto non esiste il voto di fiducia e se si vuole approvare la legge in tempi rapidi è indispensabile un'intesa bipartisan. «La giunta ha proposto emendamenti che tengono conto delle proposte dell'opposizione e spero che prevalga il buon senso», dichiara il relatore Tiziano Zigiotto. Con il passare dei giorni, intanto, appare evidente che la maggior parte delle regioni non riuscirà a rispettare il termine del 30 giugno, contenuto nell'intesa con il governo. Il cantiere legislativo regionale, però, è in movimento. E per una giunta che ieri non ha affrontato il dossier casa (quella marchigiana) ce n'è un'altra che oggi potrebbe varare il proprio disegno di legge (quella lucana). Il testo della Basilicata secondo la bozza che ha esaminato «Il Sole 24 Ore» dovrebbe prevedere la possibilità di ampliare del 20 la superficie delle case monofamiliari fino a 200 metri quadrati e di quelle bifamiliari fino a 400. Per procedere, però, si dovrà ridurre del 20 il fabbisogno di energia. In caso di demolizioni e ricostruzioni, il limite dell'incremento di superficie sarà del 30 per tutte le tipologie di case, con una riduzione del fabbisogno energetico del 30 per cento. Inoltre, se si effettueranno interventi specifici (come l'installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici che garantiscano una certa quota di fabbisogno), il bonus per gli ampliamenti salirà al 25, mentre quello per le ricostruzioni arriverà al 35 (o al 40 utilizzando le tecniche di bioedilizia). Venerdì scorso, poi, si è aggiunta anche la Valle d'Aosta, regione a statuto speciale che come il Friuli Venezia Giulia è orientata a predisporre misure permanenti. Punto forte del disegno di legge valdostano, oltre agli ampliamenti del 20 per le singole unità immobiliari, è la possibilità di demolire gli edifici costruiti prima del 31 dicembre 1989 e di ricostruirli con un premio di cubatura del 35, che può arrivare al 45 in caso di intese e programmi integrati con Regioni e Comuni.