L'altro fronte. La possibilità di ampliamento diventa permanente In Friuli-Venezia Giulia le possibilità di ampliare le abitazioni previste dal piano casa saranno permanenti e non limitate a 12-18 mesi come nelle altre Regioni. Lo prevede il Ddl «Codice regionale dell'edilizia», approvato in via preliminare lo scorso 11 giugno dalla giunta regionale e ora al vaglio del consiglio delle autonomie locali. Ragione di questa scelta, spiega l'assessore alla Pianificazione territoriale, Federica Seganti, è «evitare le sperequazioni tra i cittadini, perché la possibilità di ampliare la casa, per quanto prevista una tantum, deve essere costante nel tempo». Per gli ampliamenti di edifici esistenti (solo residenziali) il limite sarà di 200 metri cubi per tutti gli immobili e non del 20 del volume come previsto nell'intesa Stato-Regioni. L'ampliamento potrà avvenire in deroga a distanze, superfici e volumi previsti negli strumenti urbanistici comunali. Ma bisognerà rispettare le disposizioni tipologiche-architettoniche e di allineamento degli edifici o di protezione del nastro stradale, oltre alle distanze previste dal Codice civile e alle prescrizioni in materia di sicurezza statica, antisismica, igiene, barriere architettoniche e paesaggio. Inoltre, l'intervento dovrà comportare il miglioramento della qualità architettonica (definita dagli strumenti comunali) ed energetica (definita dalle leggi di settore, anche se non è esclusa l'adozione di un regolamento ad hoc o una maggiore precisazione del testo di legge). Un'altra peculiarità riguarda il bonus del 35 di cubatura. Il testo friulano lo concede in caso di interventi di ristrutturazione edilizia, senza richiedere come in altre Regioni la demolizione e la ricostruzione. L'intervento, comunque, è possibile solo fuori dai centri storici (zone omogenee «A» e «B0»), mentre al loro interno si può intervenire sui sottotetti senza modificare la sagoma dell'immobile. Anche in questo caso si può derogare agli strumenti locali, ma bisogna rispettare l'obiettivo di efficienza, che si coniuga all'obbligo di ricorrere a fonti rinnovabili. I contributi di costruzione, sia per gli ampliamenti che per le ristrutturazioni, non sono dovuti fino al 20 di aumento. Quanto ai titoli abilitativi, la realizzazione di pertinenze di edifici esistenti che comportino un aumento fino al 10 del volume dell'edificio è considerata attività edilizia libera. Se l'aumento è tra il 10 e il 20 sarà necessaria la Dia, mentre oltre tale soglia servirà il permesso di costruire. Il permesso di costruire serve anche per tutti gli interventi di ampliamento che non comportano la realizzazione di pertinenze. Dopo il parere del consiglio delle autonomie locali, il Ddl sarà approvato definitivamente dalla giunta e approderà in consiglio. Il varo della legge è atteso per settembre o ottobre. I TESTI IN ARRIVO Questa settimana dovrebbero essere presentati i Ddl dell'Abruzzo, della Basilicata e della Puglia, dove sono attese le valutazioni degli enti locali e delle parti sociali. Entro giugno in Emilia Romagna il consiglio regionale dovrebbe varare il piano casa con un emendamento alla legge 202000, così come in Campania dovrebbe essere votato dal consiglio il Ddl approvato nelle scorse settimane dalla giunta. Più lunghi i tempi di Molise, Sardegna e Calabria, mentre la provincia di Bolzano ha già legge e regolamento e quella di Trento non ha modificato le precedenti norme.