Il Piano casa sardo rischia di essere condizionato dai vincoli eccessivi del Piano paesaggistico. Secondo le indiscrezioni gli incrementi volumetrici in alcuni casi non supererebbero il 5 per cento. "Serve chiarezza" Il Piano casa sardo rischia di essere condizionato dai vincoli eccessivi del Piano paesaggistico. Le indiscrezioni si rincorrono, sindacato e associazioni di categoria iniziano a lamentarsi: "Alla Regione chiediamo chiarezza", dice Renzo Corveddu, segretario regionale della Filca, il ramo della Cisl che si occupa di costruzioni: "Se gli indici fossero confermati, l'aggiornamento del Ppr apporterebbe ben pochi ritocchi al piano di Soru. E il danno sarebbe enorme". Immediata puntualizzazione del presidente Ugo Cappellacci: "Sto seguendo personalmente il piano, non tradirà lo spirito di quello voluto dal premier Berlusconi". LE INDISCREZIONI Ci sarà la conferma dei vincoli? Secondo le indiscrezioni, nelle zone agricole comprese nella fascia dai 300 ai 2 mila metri dalla battigia sarebbe concesso un ampliamento volumetrico del 5 per cento. Esempio: se un allevatore ha una stalla di mille metri quadrati e volesse ampliarla, potrebbe estenderla solo di 50 metri. Se fosse grande 100 metri quadrati, l'incremento non supererebbe i 5 metri. "Il Ppr di Soru aveva bloccato gli investimenti", dice Luca Saba, direttore della Coldiretti, "uccidendo l'agricoltura nelle zone vicino alle coste. Questi indici ci fanno sorridere perché, se confermati, continueranno a impedire lo sviluppo del settore. Alla Regione si investe per creare le vie di integrazione tra turismo costiero e agricoltura, con riferimento alle zone interne e al progetto Ippovie, per cui ci domandiamo dove sia la coerenza tra le strategie degli assessori all'Agricoltura e al Turismo con quelle dell'Urbanistica". Quanto agli incrementi volumetrici dell'edilizia turistico-ricettiva, con riferimento agli alberghi, dovrebbe essere consentito l'ampliamento del 5 per cento delle volumetrie nella fascia dei 300 metri e del 15 per cento nella fascia tra i 300 metri e i 2 chilometri. Volumetrie che potrebbero essere cumulative con altre leggi regionali di pianificazione territoriale. Le case sono escluse: sembra che non si potranno modificare. Inoltre, i vincoli del Ppr dovrebbero essere confermati nei centri storici. IL PIANO NAZIONALE La proposta di legge del Piano strategico per riqualificare l'Italia, presentato dal deputato sardo Mauro Pili e sottoscritto da 140 parlamentari, premia - indipendentemente da dove l'intervento venga realizzato - l'efficienza energetica e l'impatto ambientale con un aumento di volumetrie dal 20 al 35 per cento. Inoltre, prevede che nelle aree di tutela, gli incrementi volumetrici debbano sempre essere sottoposti ad autorizzazione paesaggistica. Di recente, anche un altro deputato sardo del Pdl, Bruno Murgia, ha sposato l'iniziativa: "L'Italia vive di abusi edilizi, ecomostri e disordine urbanistico. Un progetto del genere porta le lancette dello sviluppo in avanti, favorendo la ripresa economica". IL CASO In Sardegna prospettive e attese resterebbero congelate. Ancora il segretario della Filca Cisl: "Non so se il dialogo tra la Regione e i Comuni sia stato esaustivo", prosegue Renzo Corveddu. "Il settore delle costruzioni sta annaspando. Le previsioni di luglio segnalano in alcune casse edili, rispetto all'anno scorso, un calo del 15 per cento degli occupati, cioè 7.500 addetti e 70 milioni di massa salari che verrebbero meno". Un'emergenza che ne genera subito un'altra: "La crisi favorisce il lavoro sommerso". E ancora: "Il piano Soru andava rivisto sia sul versante della riqualificazione che su quello dell'espansione. Ci interessa soprattutto il recupero dei centri storici e dei centri urbani: se non vengono riqualificati e non si programma la vita nelle città e nei paesi", conclude Corveddu, "è la fine". Valentina Meloni, presidente dell'Aniem, attende conferme: "Lo spirito del Piano casa non era solo di aumentare le volumetrie ma di rilanciare l'edilizia", dice la leader degli edili dell'Api sarda. "Se lo strumento nascesse azzoppato per l'economia sarda sarebbero dolori". IL GOVERNATORE Interviene il presidente della Regione Cappellacci: "Leggo con stupore alcune anticipazioni sui contenuti e sulla filosofia del Piano casa sardo. Si tratta di anteprime fantasiose e fortemente riduttive rispetto ai reali contenuti e potenzialità del Piano che sta predisponendo l'Esecutivo regionale. Il disegno di legge regionale ha le medesime potenzialità del Piano casa proposto da Berlusconi e verrà formulato sulla base del contributo fornito dalla regione Sardegna durante i lavori della conferenza Stato-Regioni. Il Piano casa, sul quale sto lavorando in prima persona, è in via di conclusione e già la prossima settimana avrà una stesura definitiva da discutere con le forze politiche di maggioranza in vista della presentazione al Consiglio che ritengo potrà avvenire entro la metà di luglio. Posso al momento anticipare che la filosofia portante è il rilancio economico, nel rispetto dell'ambiente, secondo gli irrinunciabili principi dello sviluppo sostenibile. Siamo ben consapevoli come questa sia una grande occasione per rimettere in moto il sistema economico isolano".