Il limen di una civiltà, una merlatura naturale che incornicia un territorio, definendone i confini, fisici e culturali. Questo sono le Dolomiti. (Segue a pagina 19) Che da ieri non sono solo una ricchezza del Nord e dellItalia, ma diventano Patrimonio mondiale dellumanità. LUnesco ha riconosciuto i caratteri di "eccezionalità ed unicità" nella geologia, nella geomorfologia e nella naturalità della nostra catena montuosa. E questo ci rende orgogliosi, orgogliosi della nostra bella terra e del primato mondiale che, grazie a quella bellezza, oggi deteniamo. Credo però che il riconoscimento Unesco non incoroni solo la eccezionalità di un paesaggio, per quanto straordinario sia. Credo che, insieme alle Dolomiti, da oggi sia lintero territorio a diventare, idealmente, patrimonio dellumanità, e che quelle montagne divengano il segno svettante di una comunità, con la storia, le tradizioni, la lingua di cui questa vive. Non a caso il legame forte tra un territorio e la sua gente, sul quale si è cementata la collaborazione fra le comunità locali che ha portato alla presentazione della candidatura, compare nella motivazione del comitato tecnico dellUnesco per il riconoscimento. LUnesco ha indicato in questa sinergia una best practice da seguire, segno che chi abita questi territori ha in sé lo stesso carattere dello splendido arcipelago corallino. I 231mila ettari di terreno che interessano la zona dolomitica non sono un deserto da cartolina. Cè gente che di montagna vive e lavora, ci sono allevamenti, caseifici e prodotti tipici. E poi ci sono le malghe. La montagna, senza gli uomini, non vive. Le Dolomiti sono state modellate dal vento, dalle erosioni, dalle scosse, ma anche dai montanari. Grazie al riconoscimento dellUnesco, la civiltà delle malghe risorge, con i suoi odori, i suoi gusti antichi e la sua semplicità. La cultura delle malghe non sa- rebbe neanche concepibile senza le Dolomiti; le Dolomiti, senza la semplicità delle malghe, sarebbero più povere. Perché sono presidi di tutela ambientale; perché sono un patrimonio da spendere a livello turistico e perché, soprattutto, grazie alle malghe possiamo assaporare la montagna, il suo latte, il burro, i formaggi e tutti i prodotti che solo lì possiamo trovare. Oggi, abbiamo loccasione di rilanciare il distretto economico che ruota attorno al mondo delle malghe, un universo capace di garantire non solo la genuinità, ma anche la qualità e la sicurezza alimentare. Già da amministratore locale, mi sono speso in prima persona perché la tradizione malghese fosse difesa, sviluppata e modernizzata. E sono convinto che la medaglia ottenuta dallUnesco sarà uno strumento fondamentale non solo di tutela delle Dolomiti, ma anche perla valorizzazione del nostro agroalimentare, che tanto deve ai prodotti di questa terra. Chissà che da oggi il mondo non respiri un po meglio. Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali [.]