L'AQUILA. Stringono i tempi per la ricostruzione del centro storico, con migliaia di interventi sui beni culturali mobili e immobili da condurre con le risorse del decreto e con le donazioni private. Per fare il punto sullo stato dell'arte, la prima commissione consiliare ha chiamato a rapporto il commissario straordinario per i beni culturali, Pierpaolo Marchetti. Un confronto, nella sede dell'Ance, dopo che sono state prodotte oltre 1900 schede di verifica relative a beni monumentali, di cui 1050 chiese. Un ruolo importante lo giocherà la solidarietà da parte di enti territoriali esterni. Solo dopo il G8 si conoscerà lo stato delle adozioni di monumenti e chiese dai paesi stranieri. «Allo stato attuale», ha spiegato Marchetti, «nonostante molte dichiarazioni, sono poche le adozioni certe come la ricostruzione della chiesa di San Marco per cui la Regione Veneto ha già emesso una delibera di 200.000 euro. Per il resto sappiamo solo che la Francia è disposta ad adottare la basilica delle Anime Sante, ma esiste solo una lettera di intenti, e che l'Australia è disposta a finanziare la ricostruzione dell'auditorio De Nardis. Per Collemaggio è partita la sottoscrizione della Fondzione Carispaq, mentre non si sa se Monte dei Paschi di Siena sovvenzionerà la ricostruzione di San Bernardino». Marchetti ha annunciato che la Protezione civile stanzierà 10 milioni di euro per gli interventi più urgenti di messa in sicurezza. A sostegno della ricostruzione si mobilita anche il consigliere regionale Luca Ricciuti che lavorerà a una proposta di legge finalizzata ad affiancare il Decreto Abruzzo. La proposta è sulla falsariga della legge regionale utilizzata nel terremoto in Umbria. «Bisogna dividere in compartimenti l'area del centro», ha detto Ricciuti, «per assegnare i lotti con gare di appalti, anche tramite il progect financing». La prima commissione comunale, tramite le valutazioni dell'ex sindaco Enzo Lombardi e del presidente Vincenzo Rivera, ha espresso perplessità sull'inserimento del comma 5 bis nell'articolo 14 del decreto Abruzzo relativo ai beni culturali privati. Vi si prevede che nella ricostruzione di immobili vincolati si debba considerare la situazione economica individuale del proprietario. «Abbiamo ottenuto dal commissario», ha detto Rivera, «l'impegno a sollecitare la rimozione dai parametri la situazione patrimoniale, in quanto lo stesso bene danneggiato sarebbe un fattore discriminante».