«Resti in Sicilia a farsi i fatti suoi», gli suggerisce Mariano Delogu. «È la prima volta che lo sento nominare, ma se ne resti a casa e pensi a quello che succede in Sicilia», fa eco Piergiorgio Massidda. Questo comitato di accoglienza del Pdl non è riservato a un avversario, bensì a un compagno di partito, il deputato Fabio Granata, che venerdì sarà a Cagliari per partecipare a un incontro di Legambiente per fermare il cemento a Tuvixeddu. L'ANNUNCIO del suo sbarco, dato prima da Legambiente, poi ripreso sul sito web del deputato Bruno Murgia, ha sollevato una bufera nel Pdl. Perché Granata, già assessore ai Beni culturali in Sicilia, ha da poco chiesto al ministro dei Beni culturali «un provvedimento che confermi definitivamente il complesso paesaggistico e culturale di Tuvixeddu e Tuvumannu quale sito di preminente interesse pubblico», estendendo il vincolo «anche alle aree sinora non interessate», si legge nell'interrogazione presentata in aprile. Se Sandro Bondi seguisse questa linea, il mega progetto edilizio di Gualtiero Cualbu sarebbe cancellato. Granata (An, vicino a Gianfranco Fini) non è un onorevole qualunque: è il capogruppo del partito in commissione cultura, responsabile nazionale delle politiche culturali di An. Sostiene che «i progetti di urbanizzazione in corso rischiano di compromettere irreparabilmente un sito di notevole peculiarità archeologica, ambien- tale, naturalistica e paesaggistica importante non solo per Cagliari, la Sardegna ma per tutto il nostro Paese». INSOMMA, per Granata il quartiere- Cualbu non s'ha da fare. E per ribadirlo ha deciso di accettare l'invito di Legambiente per venerdì. Delogu, coordinatore sardo del Pdl nonché primo sindaco di Cagliari a dare via libera all'opera, proprio non la manda giù: «Il progetto di Tuvixeddu è stato più volte approvato in consiglio comunale, è stato sbloccato dal Tar, ha ricevuto mille autorizzazioni. E adesso non può arrivare Granata a spiegarci cosa dobbiamo fare. Ognuno è libero di dire ciò che vuole - conclude Delogu - ma sarebbe bene che lui si facesse i fatti suoi nel suo territorio ». Identica la posizione del senatore Massidda: «Il progetto Tuvixeddu non è distruzione ma tutela di un'area oggi abbandonata. Se Granata avesse parlato con noi lo avrebbe capito. Se lui ha desiderio di visibilità, beh se la cerchi in altra maniera... Guardi cosa succede nella sua isola, prima di parlare della nostra». Ma Granata non è nuovo a queste battaglie. La più famosa che lui conduce è quella contro le trivellazioni petrolifere condotte da una società texana in Val di Noto, sito siciliano che comprende otto città barocche siciliane tutelate dall'Unesco. Molti nel partito lo considerano un battitore libero, ma in realtà il deputato sembra oggi essere uno dei "pensatori" della corrente di Gianfranco Fini, attenta ai temi dell'ambiente per rubare persino i cavalli di battaglia a una sinistra sempre più disarcionata dagli elettori.