SASSARI. Per il piano casa sardo forse è la volta buona. Dopo la partenza fulminea che aveva visto Ugo Cappellaci convocato in segreto ad Arcore per discutere la prima bozza nazionale con Silvio Berlusconi e con il governatore del Veneto Giancarlo Galan per mesi non se ne era più parlato. Ora Cappellacci sembra aver deciso. Con una nota inviata dal suo ufficio stampa nella tarda serata di sabato e ribadita ieri dalle agenzie di stampa, il governatore sardo annuncia infatti che «il piano casa, sul quale sto lavorando in prima parsona, è in via di conclusione». E aggiunge: «Già la prossima settimana avrà una stesura definitiva da discutere con le forze politiche di maggioranza in vista della presentazione al Consiglio che ritengo potrà avvenire entro la metà di luglio». Anticipazioni: nessuna. Almeno se non si considerano tali affermazioni come: «Il disegno di legge regionale ha le medesime potenzialità del piano casa proposto dal presidente Berlusconi e verrà formulato sulla base del contributo fornito dalla regione Sardegna surante i lavori della conferenza Stato-Regioni». O ancora: «Posso al momento anticipare che la filosofia portante è il rilancio economico, nel rispetto dell'ambiente, secondo gli irrinunciabili principi dello sviluppo sostenibile. Siamo ben consapevoli come questa sia una grande occasione per rimettere in moto il sistema economico isolano». Cappellacci è stato costretto a intervenire ufficialmente dai fermenti interni alla sua maggioranza. Prima Antonio Pitea, poi Ignazio Artizzu, entrambi consiglieri regionali del Pdl, avevano infatti, quasi con le stesse parole, parlato di «immediata, imperdibile, per certi versi inaspettata occasione di rinascita economica» (Artizzu) e «occasione irripetibile di rilancio economico» (Pitea). Si erano mosse anche le associazioni. Cisl e Coldiretti avevano chiesto chiarezza e tempestività. Sabato a loro si erano aggiunti anche gli artigiani della Cna. E non erano mancate le indiscrezioni. Qualcuno aveva parlato di ampliamenti di volume del 5 per cento per le abitazioni nella fascia compresa tra i 300 metri e i due chilometri dal mare se in zona agricola, del 15 per cento per le strutture turistiche. Insomma di volumetrie comunque inferiori a quelle previste dal piano nazionale. E proprio per mettere a tacere le indiscrezioni Cappellacci ha preferito intervenire anche se il piano non è ancora definito nei dettagli: «Leggo con stupore ha affermato alcune anticipazioni sui contenuti e sulla filosofia del piano casa della Regione Sardegna ». Ebbene, «si tratta di anteprime fantasiose e fortemente riduttive rispetto ai reali contenuti e potenzialità del piano che sta predisponendo l'esecutivo regionale». In quale senso riduttive sarà chiaro nei prossimi giorni.