PIAZZA ARMERINA. Tre sono le strutture metalliche realizzate abusivamente nei pressi dell'ingresso del sito archeologico della Villa romana del Casale di Piazza Armerina e che il Nucleo carabinieri della divisione «Tutela patrimonio culturale» di Palermo hanno sequestrato. All'operazione hanno partecipato anche i militari del reparto operativo del Comando provinciale ennese e della Compagnia di Piazza Armerina. Fra le opere sequestrate vi è una tettoia, di circa 140 metri quadrati, costruita con tralicci in ferro, posizionata nello spiazzale antistante l'ingresso di un ristorante e destinata a copertura del posteggio riservato ai clienti. Era stata realizzata in un'area sottoposta a vincolo archeologico e paesaggistico senza che gli uffici competenti avessero rilasciato autorizzazione per l'esecuzione dei lavori. Le altre due strutture sono ubicate nelle vicinanze della strada di accesso al sito archeologico e sono formate da due costruzioni metalliche, di cui una è stata trasformata in baracca per la vendita di souvenir nei pressi della biglietteria e l'altra, con una roulotte al suo interno, è utilizzata come ufficio informazioni da una ditta privata. I proprietari delle tre costruzioni abusive sono stati denunciati per aver realizzato opere senza il prescritto permesso da parte della soprintendenza Beni culturali e ambientali di Enna. Ieri, durante la conferenza stampa tenuta presso il comando provinciale dell'Arma di Enna, il capitano Giuseppe Marseglia del nucleo tutela patrimonio di Palermo ha dichiarato che questa operazione segna l'inizio di un'indagine che si protrarrà nel tempo e che ha come obiettivo il ripristino della legalità nel sito archeologico. «La nostra presenza alla Villa romana - ha anticipato Marseglia - sarà incessante e si estenderà anche nelle zone circostanti. Il territorio ennese è ricchissimo di siti archeologici, molti dei quali non sono stati ancora censiti, e pertanto dobbiamo evitare altri saccheggi sistematici che sono veri episodi criminosi». Nel 2003 il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Enna, Salvatore Cardinale, aveva avviato un'inchiesta a largo raggio sul complesso archeologico della Villa romana del Casale e aveva delegato per questa specifica attività investigativa i carabinieri che dovevano accertare lo stato delle condizioni generali di sicurezza e legalità del sito e considerare eventuali violazioni in norma di materia ambientale e paesaggistiche.
La Villa del Casale sotto l'ala dei Cc
A Piazza Armerina, tre strutture metalliche abusive sono state sequestrate dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo. Le strutture, costruite senza autorizzazione, erano state realizzate nei pressi dell'ingresso del sito archeologico della Villa romana del Casale. Le opere abusive includono una tettoia, due strutture metalliche e una roulotte utilizzata come ufficio informazioni. I proprietari delle strutture abusive sono stati denunciati per aver realizzato opere senza il prescritto permesso. L'operazione segna l'inizio di un'indagine che si protrarrà nel tempo e ha come obiettivo il ripristino della legalità nel sito archeologico.
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