FERRARA Nel periodo 1998-2002, la domanda turistica delle dieci città d'arte della regione ha fatto registrare un incremento sia di arrivi (10 per cento) che di presenze (20). E' questo il dato più significativo che emerge dalla ricerca sulla «Evoluzione del turismo nelle principali città d'arte» emiliano-romagnole, presentata ieri a Ferrara al convegno di apertura dell'ottava edizione della Borsa del turismo. La ricerca, presentata da Alessandro Tortelli, direttore del centro studi turistici di Firenze, analizza i dati dei capoluoghi di provincia: tutti hanno avuto una crescita significativa, ad eccezione di Forlì-Cesena che nel periodo consideralo ha visto una diminuzione del 28.57 per cento degli arrivi e del 29,55 per cento delle presenze. In testa alla classifica delle città d'arte cresciute maggiormente dal punto di vista del turismo c'è proprio Ferrara: la città estense ha avuto un aumento del 38,50 per cento degli arrivi e un aumento del 41,90 per cento delle presenze. Molto bene ha fatto anche Bologna, che tra il 1998 e il 2002 ha visto incrementare gli arrivi del 14,37 percento e le presenze del 31,26. I dati sulla crescita del turismo nelle città d'arte trovano corrispondenza nell'evoluzione dell'offerta ricettiva. Ferrara, infatti, città che ha conosciuto lo sviluppo turistico maggiore, è quella ad aver incrementato maggiormente l'offerta alberghiera. Dal 1998 al 2002 gli esercizi alberghieri sono aumentati del 43,8 per cento e i posti letto del 47,47. Anche Parma, Reggio Emilia e Bologna, seppur con tassi più rallentati, hanno registrato un notevole sviluppo del settore alberghiero. Forlì e Cesena hanno mantenuto costante la loro offerta di esercizi alberghieri, mentre Modena ha avuto un decremento di posti letto (-2,34 per cento).