La Soprintendenza e l'Amministrazione Comunale del capoluogo stanno verificando l'opportunità di eliminare la rampa d'accesso al castello di Avellino. La Soprintendenza, nei mesi scorsi, ha espresso giudizi negativi sull'opera, giudicata troppo impattante e poco consona al contesto storico-architettonico dell'antico maniero. S'attende la conclusione dello studio che fa seguito alle indagini georadar nel sottosuolo del perimetro esterno al castello, alla base delle mura, alla base della scala e della piazza e dell'area ex seminario, nei pressi del Duomo. Un'indagine complessiva dalla quale verranno fuori indicazioni importanti per portare avanti il progetto di recupero del monumento. Sia la Soprintendenza che l'Amministrazione Comunale, anche sollecitata dall'opposizione ed in particolar modo da Gengaro e D'Ercole, hanno espresso la volontà di collaborare per portare a conclusione l'importante intervento di restauro del castello, che così potrà essere visitato dai cittadini dopo decenni di oblio. Nel frattempo, circolano anche ipotesi alternative per permettere l'accesso all'interno del monumento. Tecnici, storici, ma pure esponenti politici di diversi partiti hanno proposto di usufruire di una scala che si trova nei pressi del Conservatorio o di un fondo - di recente acquisito dall'ente di piazza del Popolo - con ingresso da corso Umberto I. Se queste ipotesi dovessero essere ritenute fattibili, si potrebbe procedere alla rimozione della imponente ma contestata scala che, comunque, è stata difesa dai progettisti che l'hanno realizzata.