Abiti e monili dei borghesi dellEgitto antico Volete conoscere qualcosa di più sulla produzione artistica e artigianale dellEgitto antico? Dovete visitare la mostra "Egitto mai visto" allestita allinterno del Castello del Buonconsiglio a Trento (sino all8 novembre). Il capoluogo del Trentino può apparire una sede insolita per unesposizione simile, ma la scelta si spiega bene con il fatto che nelle collezioni del Castello è presente una sezione egizia sinora pressoché sconosciuta al pubblico: si tratta della raccolta che un ufficiale dellimpero asburgico, Taddeo Tonelli, mise insieme nella prima metà dellOttocento e donò al municipio di Trento nel 1858. Il militare fu coinvolto nellatmosfera di vera e propria egittomania che si diffuse in Europa dopo la spedizione di Napoleone in Egitto. Riuscì a riunire una collezione in cui spiccano numerosi amuleti, eleganti monili in pasta vitrea colorata, due stele iscritte, centinaia di modelli di servitori (usciabti), una maschera funeraria in foglia doro di fattura pregevole, la mummia di un gatto oltre a resti di mummie umane. Le curatrici dellesposizione, le egittologhe Elvira DAmicone, Massimiliana Pozzi Battaglia e Sabina Malgora, hanno scelto di presentare anche un altro nucleo inedito costituito dai reperti ricuperati in fortunate campagne di scavo, condotte tra il 1906 e il 1920, dallarcheologo Ernesto Schiaparelli a Gebelein e, soprattutto, ad Assiut. Le opere sono conservate ora presso il Museo Egizio di Torino e vengono presentate per la prima volta nellesposizione trentina. Attraverso di esse e la documentazione raccolta dagli archeologi (diari di scavo, fotografie, lettere, appunti) si è cercato di restituire, innanzitutto, il fascino di una scoperta e di unepoca dellegittologia. Le curatrici hanno voluto poi illustrare aspetti della vita quotidiana della «classe media», costituita da amministratori e da piccoli proprietari terrieri, nel Medio Egitto nei secoli a cavallo tra il III e il II millennio a. C. vale a dire tra la fine dellAntico Regno e lalba del Medio Regno. Ne scaturisce limmagine di una società vitale come testimonia il livello raggiunto dallartigianato artistico specie nella lavorazione del legno, settore in cui Assiut appare, per il periodo in questione, un centro allavanguardia caratterizzato dalla presenza di botteghe in grado di realizzare prodotti di grande originalità e interesse. Lungo il percorso espositivo si possono osservare numerosi sarcofagi che presentano casse dipinte con una grande perizia; stele iscritte restaurate di recente; corredi funerari costituiti da oggetti che sarebbero dovuti servire al defunto nellaldilà: poggiatesta, specchi, sandali, bastoni, archi, vasellame, ecc. Unattenzione particolare merita una cesta realizzata tramite lintreccio di fasce di canne e ramoscelli con germogli pronti per la fioritura e tenuta insieme da corde. Accoglieva il corpo di una donna avvolta nellabito della deposizione - una tunica in lino - eccezionalmente ben conservato: è pieghettato, con le maniche lunghe e uno scollo a V chiuso da un cordoncino. Un altro vestito simile - anchesso esposto - era stato piegato con cura e posto con attenzione sotto la testa della defunta: era labito di riserva per il suo lungo viaggio.
TRENTO - la collezione Taddei nel Castello del Buonconsiglio
La mostra "Egitto mai visto" è stata allestita al Castello del Buonconsiglio a Trento fino all'8 novembre. La mostra presenta una collezione di oggetti egiziani donati dall'ufficiale asburgico Taddeo Tonelli nel 1858. La collezione include amuleti, monili in pasta vitrea, stele iscritte, modelli di servitori, una maschera funeraria in foglia doro e mummie umane. Le curatrici hanno scelto di presentare anche reperti provenienti da campagne di scavo condotte tra il 1906 e il 1920, tra cui la mummia di un gatto e resti di mummie umane conservati al Museo Egizio di Torino.
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