Rifondazione e ambientalisti censurano le tesi espresse dai professionisti grossetani Il cittadino può non rendersi conto dei vincoli che gravano sulle rta, loro invece sono pagati per chiarire ogni cosa L'atteggiamento dei notai grossetani sulla questione delle residenze turistico alberghiere è "pilatesco". Lo sostengono, dopo il convegno organizzato dagli stessi notai venerdì alla Fattoria La Principina, le segreterie provinciali di Rifondazione, Verdi e L'Altra Maremma. Secondo le quali da quel convegno «non giungono messaggi rassicuranti». Per gli esponenti della sinistra ambientalista, infatti, «sembra di capire che i notai vorrebbero rimandare il tutto ai controlli a posteriori sulla destinazione d'uso di tali immobili e alla repressione degli abusi. Ci domandiamo allora: in questo Paese chi deve garantire a un qualunque cittadino che intende comprare un'abitazione, che tale abitazione è priva di vincoli d'uso e destinazione? Chi deve verificare la correttezza della destinazione urbanistica dell'immobile e riportarla fedelmente sull'atto di compravendita? Il venditore o il notaio?». La questione, si sa, è delicata. Tanto che in questi mesi si consumano, in Tribunale a Grosseto, dolorosi processi nei quali molte persone che si sono viste confiscare l'abitazione (acquistata come prima casa di residenza in rta) ripetono di aver agito in buona fede. E la sinistra ambientalista ravvisa nell'atteggiamento dei notai uno "scaricabarile". «Le abitazioni, fisicamente simili a tante altre ma concessionate e costruite come rta, hanno - secondo una legge chiara ma facilmente aggirabile - vincoli nella loro destinazione: debbono essere gestite come una stanza di albergo. Ma se il notaio, che stila l'atto di compravendita di una rta a un cittadino, non ha l'obbligo di evidenziarlo in maniera esplicita e non avvisa l'acquirente dei vincoli urbanistici, lo si dica apertamente e il Parlamento italiano decida finalmente in merito a come si giustifica il ruolo e il costo dell'atto notarile obbligatorio. Noi riteniamo - incalzano Prc, Verdi e l'Altra Maremma - che non sia lecito vendere una rta a cittadini che manifestano la volontà di usarla come abitazione propria per un tempo molto lungo, magari rinnovabile e con il solo mantenimento di un amministratore che regola le attività su parti condominiali. In pratica tutto ciò non sarebbe diverso dall'uso corretto di abitazioni urbane, concessionate come tali, e con parti condominiali gestite da un amministratore. Ha ragione il sindaco di Grosseto che chiede di prevenire l'abusivismo, piuttosto che reprimere. Ma dal mondo notarile sembra giungere solo posizioni che poco hanno a che vedere con l'interesse collettivo».