C'è una gru sul Campidoglio: svetta altissima sul profilo del Tabularium a cui conferisce un sorprendente tocco di modernità. Tra pochi giorni si potrà vedere che tira su in aria gigantesche lastre di vetro: sul Campidoglio, il colle più antico di Roma, c'è un cantiere, e finalmente si costruisce per realizzare nel Giardino romano il progetto firmato da Carlo Aymonino che incastona una cupola di cristallo tra il Palazzo dei Conservatori e Palazzo Caffarelli. Sarà un pezzo di museo nel museo tutto dedicato all'archeologia, ai grandi bronzi di Roma antica, l'Eracle giovanile, i resti colossali di Costantino e forse ma la questione è sempre aperta l'originale del Marco Aurelio. Un intervento di architettura contemporanea nel cuore della città storica, per il quale sono stati stanziati cinque milioni di euro con l'obiettivo di creare un percorso tra le statue e le poderose mura del tempio di Giove Capitolino, venute alla luce nel corso degli scavi alla fine degli anni Novanta e liberate delle sovrastrutture moderne. «Si garantirà la stretta intercomunicabilità delle strutture, la nuova sala sarà raggiungibile anche da altre parti dei Musei come dal Palazzo dei Conservatori, dalle sale degli Orazi e Curiazi», spiega Giancarlo D'Alessandro, assessore ai Lavori Pubblici. Il Giardino romano costituirà il definitivo completamento del riordino dei Musei Capitolini, curato negli ultimi anni insieme alla Sovraintendenza comunale e all'assessorato alle Politiche culturali. La grande sala sarà dunque il fulcro della nuova struttura museale, con la copertura trasparente e una pavimentazione su due livelli: il primo rialzato con richiami alla demolita sala Ottagona del Vespigani, mentre l'altro, che girerà intorno all'ellisse, permetterà ai visitatori di arrivare fino al perimetro del Giardino. Nella parte centrale, il pavimento sarà in "battuto alla veneziana", di colore rosso antico. Nel Braccio nuovo, la sala che chiude il lungo spazio del museo e che si affaccia sul giardino Caffarelli, è tutta dedicata ai bambini, ai laboratori e al gioco: a separare il nuovo spazio da quello per il gioco una lunga parete trasparente, con vista sulle mura e sulle grandi statue in bronzo che raccontano le origini di Roma.