Così la fortezza di Otranto diventa casa dellarte Da oggi sino al 27 settembre il maniero aragonese ospita una grande esposizione dedicata allopera grafica del geniale artista spagnolo Con la nuova gestione affidata a Sistema Museo e Orione la struttura funzionerà tutto lanno. Per lestate in cantiere anche visite fino a mezzanotte Una vita nuova per il castello aragonese di Otranto. Con lapertura della grande mostra Mirò-Opera grafica, curata da Sebastiano Guerrera e visitabile da oggi fino 27 settembre. Dietro le quinte la nuova gestione del castello, messa a bando dal Comune di Otranto e vinta dallaccoppiata fra Sistema Museo, società che gestisce 120 strutture in Italia fra realtà museali, teatri e biblioteche, e lagenzia di comunicazione Orione. Lobiettivo, esplicitato già attraverso il primo passo dellesposizione dedicata allopera grafica di Mirò, è dunque fare del castello un contenitore culturale a tutto tondo, a cominciare dallutilizzo dei suoi spazi per lallestimento di mostre che vadano ben oltre la coincidenza con la stagione estiva che, secondo un copione ormai consolidato, vede Otranto presa dassalto dai turisti. Lidea, annunciano Sistema Museo e Orione, è far vivere questo spazio tutto lanno. Sfida ambiziosa, ancora di più a riguardare come negli anni recenti il castello sia stato sotto utilizzato. È del 2001 infatti lultimo vero grande evento: nel fossato una memorabile Lectura Dantis di Carmelo Bene, passata alla storia come la sua ultima esibizione. Dopo solo una serie di iniziative allinsegna delloccasionalità, nel mezzo il premio Terra dOtranto che, al castello, vide pure passare due big della letteratura come Tahar Ben Jelloun e David Grossman. Fino ad arrivare alla mostra di Joan Mirò, fra i grandi maestri spagnoli del 900: in esposizione una selezione di litografie in cui, avverte il curatore Guerrera, le forme, i colori, lo straordinario alfabeto di segni creato dal maestro sono il risultato della sua capacità di rinnovarsi alla luce di una visione globale dellarte. «Quello di Mirò - spiega il curatore - per la poesia fu un amore ricambiato. I poeti che conobbero il grande pittore catalano videro in lui lincarnazione del perfetto connubio tra scrittura e immagini, la personificazione del totale accordo tra le due arti. Nella storia del Libro dartista, da Mirò in poi lartista figurativo non è stato più il semplice illustratore di un testo letterario, ma un coautore a tutti gli effetti. Mirò ha dato vita a una vastissima produzione con risultati in molti casi così elevati da potersi considerare veri e propri capolavori. Due di questi sono Parler seul e Ubu roi, serie di litografie che potranno essere scoperte proprio a Otranto.