Caro Augias, Repubblica del 14 giugno riportava con evidenza la scoperta, sulla Sacra Sindone, di scritte che potrebbero essere interpretate come l'atto di morte di Gesù Cristo. Si accenna al fatto che l'analisi del radiocarbonio ha dimostrato che la Sindone ha meno di otto secoli, ma si aggiunge che con la chimica non si sa mai. In un certo senso è vero: le datazioni scientifiche hanno un margine di incertezza. Nel caso specifico, possiamo dire che la Sindone è stata fabbricata in un arco di tempo che può andare dal 1262 al 1384. Ma la probabilità che abbia duemila anni è zero, come peraltro ha ammesso il cardinale Ballestrero che aveva promosso lo studio scientifico del reperto. Forse chi ha una fede cieca nei miracoli può credere che si possa avvolgere un corpo (e il relativo atto di morte) in un telo tessuto dodici secoli dopo. Ma molti altri lettori ragionano diversamente. Le scritte ritrovate non possono mettere in discussione il fatto che la Sindone è, al di là di ogni ragionevole dubbio, una creazione medievale. Guido Barbujani Dipartimento di Biologia ed Evoluzione Università di Ferrara S ul numero del 16 febbraio 1989, l'autorevole rivista Nature ha pubblicato un importante saggio sul tema intitolato «Radiocarbon Dating of the Shroud of Turin». Nell'ottobre 1987 l'arcivescovo di Torino, custode della Sindone, scelse tre laboratori per l'esame del lenzuolo: Arizona, Oxford, Zurigo. L'articolo descrive le precauzioni con le quali tre lembi di tessuto di 10x70 mm. e del peso di 50 mg vennero prelevati alla presenza di numerosi testimoni. Le conclusioni sono che con un'attendibilità intorno al 95 il lenzuolo può essere datato in un periodo compreso tra il 1260 e il 1390 «prova conclusiva che la Sindone di Torino è medievale». In un libro appena pubblicato («I templari e la Sindone di Cristo» il Mulino ed.) la studiosa Barbare Frale non si occupa direttamente della datazione concentrandosi piuttosto sul fatto che «questi frati guerrieri. custodirono per un certo tempo la Sindone e in essa contemplavano la prova che il Cristo era davvero passato attraverso la morte». La Frale espone però anche le ragioni per le quali l'esame al radiocarbonio potrebbe non essere definitivo: «secondo alcuni il metodo seguito non avrebbe rispettato le regole di una procedura scientifica». Inoltre i risultati potrebbero essere stati falsati dalla circostanza che la Sindone: « è un reperto archeologico che ha subìto numerosissime forme di contaminazione e sulla storia del quale c'è ancora moltissimo da scoprire». La Chiesa si mostra in ogni caso molto cauta, anche perché, scrive la Frale « Il giorno in cui dovesse dichiarare la sindone vero lenzuolo funebre di Gesù, diventerebbe molto difficile continuare a fare esami scientifici su di essa».