Su 19 installazioni solo 5 aperte. La rabbia dei visitatori Ho pagato 10 euro per lingresso e ho trovato chiusa la mostra sui gladiatori e quella sulla Villa dei Papiri. Peccato, volevo concludere il percorso iniziato con Pompei ed Ercolano La colonnina piazzata accanto alla biglietteria del Museo archeologico è impietosa: su 19 installazioni ospitate soltanto 5 sono visitabili. Ai turisti, sbarcati durante il week-end a Napoli, accesso negato alla mostra dei gladiatori, niente affreschi del tempio di Iside. Né la possibilità di ammirare i capolavori della Villa dei Papiri. Pezzi di storia riemersi dal passato per essere rinchiusi in stanze buie. Colpa della mancanza di personale. Colpa, sussurrano i pochi addetti presenti, della cattiva organizzazione e del taglio dei fondi. «Stamattina sono venuto per visitare il museo - spiega Alfonso Zarzoso, spagnolo che, ironia della sorte, lavora a Barcellona in un museo - purtroppo erano chiusi sia il padiglione della mostra sui gladiatori che quello sulla Villa dei Papiri. Non ho potuto visitare neanche i resti del tempio di Iside». Lo spagnolo non si è scoraggiato e ha ritentato nel pomeriggio. Ma il risultato è stato identico: «Tutto chiuso, ed è un vero peccato. Ero stato a Pompei ed Ercolano e avrei voluto completare questo eccezionale percorso storico con il Museo archeologico, ma non è stato possibile». Una delusione che si legge sul volto dei molti turisti che si vedono negare laccesso a più della metà dellArcheologico, nonostante i 10 euro sborsati per lingresso. «È assurdo - incalza Susana Rives, anche lei catalana - questo è un posto unico al mondo e dovrebbe essere tutelato meglio. Avete capolavori unici, ma poco pubblicizzati. Ho avuto persino difficoltà ad acquistare una guida aggiornata dellArcheologico». Stanze off limits e una guerra strisciante che contrappone dipendenti di enti diversi e lavoratori esterni, come lo scontro tra le guide turistiche e "didattiche", con queste ultime accusate dai privati di essere «protette dalla Soprintendenza». Argomenti che poco interessano a chi, giunto dallestero, si trova davanti a una porta sbarrata. «Non so perché molte stanze di questo luogo magnifico siano chiuse - commenta Kate Ratcliffe, ingegnere inglese - ma posso dire che è molto deprimente. È triste che capolavori inestimabili siano negati a turisti che vengono da tutto il mondo. Inoltre, anche pagare 10 euro mi sembra sbagliato, da noi, a Londra, i musei pubblici sono gratuiti».