In Italia l'archeologia muore, gli scavi sono al palo, il Ministero ha azzerato i fondi a Vetulonia e Roselle. Ma in zona Accesa si resiste da 30 anni. Qui l'area non è del ministero ma del Comune di Massa Marittima, mentre il ministero ha concesso la facoltà di scavare dopo aver accolto un progetto scientifico e un piano economico presentati da soggetti terzi. Il progetto è quello di Stefano Giuntoli (prima di Giovannangelo Camporeale), che da Firenze si è portato dietro un'équipe di studenti, innescando una gestione "autarchica" e ben congegnata. In sostanza si è messo a cercare sponsor e li ha trovati, per un lavoro a "costo zero". Il Comune ha messo circa 2mila euro, la Comunità montana gli alloggi, l'Istituto Lorenzo de' Medici di Firenze altri soldi e laboratori per il restauro. Poi ci sono la Soprintendenza e Caricentro. Ognuno mette un po', mentre gli studenti si fanno le ossa scavando. «Ci arrabattiamo come possiamo», dice Giuntoli. Per non condannare a nuova morte il popolo etrusco.