A Siviglia l'annuncio dell'Unesco: stimato il 30 in più di turismo: «Ma lo sviluppo dovrà essere equilibrato» SIVIGLIA Le Dolomiti sono da ieri patrimonio dell'umanità. Un minuto dopo mezzogiorno nel Palazzo dei congressi di Siviglia la commissione dell'Unesco presieduta dalla spagnola Maria Jesus San Segundo ha riconosciuto il valore internazionale di due peculiarità del sistema dolomitico, il paesaggio e la geologia-geomorfologia, inserendolo nella lista dei siti naturalistici, secondo in Italia dopo le isole Eolie, primo nel mondo quale insieme di più realtà territoriali. Un primato che impegna le 5 province delle Dolomiti Belluno, Trento, Bolzano, Udine, Pordenone a una gestione condivisa del patrimonio montano e conforme ai principi che hanno permesso di ottenere il prestigioso risultato. Anche in vista del maggior flusso turistico, stimato attorno al trenta percento in più, conseguente all'attestazione. Introdotta dalla descrizione dell'Iucn, International union for conservation of nature, l'organismo tecnico dell'Unesco, la candidatura ha raccolto il parere favorevole dei 21 Stati membri, tra i quali solo Kenia e Canada hanno sottolineato la complessità del sito e la necessità di uno sviluppo turistico compatibile ed equilibrato. Obiettivo ribadito dall'ambasciatore italiano dell'Unicef Giuseppe Moscato e dal ministro alle politiche dell'ambiente Stefania Prestigiacomo. «L'orgoglio dell'Italia è grande - ha sottolineato Prestigiacomo - è una soddisfazione che chiude un percorso lungo, iniziato nel 2004. Adesso occorre dimostrare all'Unesco di saper tutelare l'ambiente, attraverso uno sviluppo sostenibile. E' stato apprezzato il grande sforzo di cinque province di superare alcune divisioni e arrivare alla sintesi. Questo riconoscimento nasce dal forte rapporto tra le diverse realtà territoriali ». La cancellazione del sito di Dresda decretata giovedì dalla commissione ha sollevato timori per altri luoghi, non ultimo Vicenza e il sito delle ville del Palladio. Sulla questione, le rassicurazioni sono arrivate dall'esperto del ministero dei beni cultuali Pasquale Bruno Malara: «A Dresda si parla di un ponte che attraversa il sito e sono stati avvertiti e riavvertiti. A Vicenza il tracciato della strada è fuori zona. Possono stare tranquilli». Il riconoscimento non porta ulteriori vincoli: «Non ci sono nuove tutele - assicura il direttore generale del ministero dell'ambiente Aldo Cosentino la gestione deve rispettare quanto vigente, norme già presenti sul territorio, con un piano che non permetta una cataratta di milioni di turisti, ma lo sviluppo armonico. Lo stesso che ogni realtà ha portato avanti per conto proprio con sensibilità e che ora dovrà essere fatto assieme in maniera omogenea». Da oggi al 2010 dovrà essere predisposto un piano gestionale condiviso, nonché istituita una Fondazione che vigili sul sito. Al progetto si è unita infine anche la Regione Veneto: «Aderiremo alla Fondazione - ha assicurato l'assessore regionale Oscar De Bona - entro il 2010 potranno essere apportate leggere modifiche. Per questo proporremo anche l'adesione delle Piccole Dolomiti Vicentine, a cavallo tra Vicenza e Trento. Lavoreremo per appoggiare la richiesta avanzata dalla Provincia per avere la sede della Fondazione a Belluno, avremo lo stesso peso degli altri enti, in più metteremo a disposizione anche risorse economiche». Sulla polemica della mancata adesione iniziale De Bona osserva: «Come Regione eravamo solamente contrari all'ampiezza delle zone cuscinetto, molto più limitate dalle Province di Trento e Bolzano. L'Iucn ne ha già comunque ridotto la superficie». L'emozione più forte si legge tra i rappresentanti delle 5 province, prima fra tutte Belluno, coordinatrice dell'operazione: «Oggi è un giorno di felicità assoluta - dice Irma Visalli ex assessore provinciale - è stata una candidatura difficile dal punto di vista della complessità territoriale, come di quella politico- amministrativa. E' stato riconosciuto il valore del metodo utilizzato». Michela Canova Fondazione a Belluno
Dolomiti patrimonio del mondo - La roccia diventa l'oro veneto
L'Unesco ha riconosciuto il valore internazionale del sistema dolomitico, inserendolo nella lista dei siti naturalistici. Le 5 province delle Dolomiti (Belluno, Trento, Bolzano, Udine, Pordenone) devono gestire il patrimonio montano in maniera condivisa. Il riconoscimento è stato ottenuto grazie al parere favorevole dei 21 Stati membri dell'Unesco, nonostante alcune preoccupazioni sulla complessità del sito e il necessario sviluppo turistico compatibile. L'Italia ha ottenuto il primato di avere il più grande numero di realtà territoriali inserite nella lista.
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