Le reazioni Presidenti, ministri, associazioni e categorie celebrano l'avvenimento E il sindaco di Belluno va controcorrente: «Una gabbia» VENEZIA Tutti contenti: dai ministri Luca Zaia (perché veneto) e Stefania Prestigiacomo (perché delegata all'Ambiente), al sindaco alpinista di Roma Gianni Alemanno, passando per i presidenti delle Province dolomitiche, i parlamentari, gli ambientalisti e gli albergatori. Tutti si dicono certi che l'inserimento delle Dolomiti nel patrimonio tutelato dall'Unesco sia «una grande vittoria per l'Italia», «una grande opportunità economica», «una grande occasione per salvaguardare al meglio il territorio». La soddisfazione, insomma, è unanime anche tra chi, come il governatore Giancarlo Galan, consigliò a suo tempo di gettare l'iniziativa «in mare, magari quello della Polinesia». Oggi ha cambiato idea e rivolge «un grande grazie» alle Dolomiti ed all'Unesco, che con il suo voto «certifica, ancora una volta, che il Veneto è impegnato seriamente nella tutela e nella promozione di ecosistemi e siti quali quelli diffusi nel sistema dolomitico». Poi ammonisce: «Nella lista Unesco, una volta entrati, bisogna saperci restare ». A rinvangare il passato ci pensa l'ex presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon che ricorda come quello celebrato ieri sia stato «un grande progetto voluto con forza, lungimiranza e determinazione dalla mia amministrazione» nonostante «la contrarietà e il tentativo di boicottaggio operato, in primo luogo dal presidente Galan e dall'assessore De Bona». Quest'ultimo, nel complimentarsi per questa «ulteriore occasione di crescita in termini d'immagine», tiene però a precisare che «la Regione non si è mai detta contraria a questa candidatura, ma ha sempre sostenuto d'essere favorevole ad una perimetrazione più ridotta per le cosiddette aree 'cuscinetto', sulla stessa lunghezza d'onda della Provincia di Trento» che, detto per inciso, a sua volta plaude con il presidente Lorenzo Dellai: «La decisione dell'Unesco ci riempie di grandi responsabilità, dobbiamo lavorare per un'idea delle Dolomiti che non sia solo bellezza naturale, ma anche delle tradizioni culturali e linguistiche». Tornando per un attimo a De Bona, l'assessore sottolinea come «la Regione entrerà a pari titolo nella fondazione a cui sarà affidato il piano di gestione delle Dolomiti». Sottolineatura non peregrina visto che proprio lo scarso coinvolgimento della Regione fu all'origine della rabbiosa reazione del governatore. Non rinnega invece le sue perplessità il sindaco di Belluno Antonio Prade, che un mese fa parlò di «gabbia dalle sbarre d'oro» in cui «i poteri della nostra gente di decidere il proprio destino saranno affievoliti dal ricatto culturale dell'Unesco» ed oggi cita laconicamente «il caso di Dresda, dove non riescono neppure a fare un ponte: speriamo non succeda anche qui». Prade a parte, la soddisfazione si registra ad ogni livello: il ministro Prestigiacomo già rilancia la possibile, futura candidatura delle Alpi, perché «non dobbiamo chiudere i nostri gioielli nel caveau» mentre il ministro Zaia evidenzia come «il primato sia stato raggiunto anche grazie alla cura e all'impegno della comunità dolomitica che per generazioni ha preservato questo arcipelago corallino». D'accordo il vicepresidente della Regione Franco Manzato: «Non solo le cime, ma anche i rifugi, il soccorso e le genti di montagna, che restano nei loro paesetti nonostante le difficoltà: sono loro il patrimonio del Veneto». Il neo presidente della Provincia di Belluno Gian Paolo Bottacin, poi, assicura: «Avremo un ruolo da protagonisti nella valorizzazione di questo riconoscimento mondiale anche per favorire lo sviluppo turistico, in modo che le nostre comunità ne possano trarre effettivo beneficio». Chiudono Legambiente, Cipra Italia e Mountain Wilderness, che oggi si riuniranno a Pieve di Cadore per rivendicare «azioni e scelte di sviluppo responsabili» e Marco Michielli, presidente di Federalberghi, che coglie l'occasione per chiedere «un maggiore controllo sulle speculazioni edilizie nel Bellunese», a cominciare «dall'eresia dei Resort di Sappada», portato ad esempio «della cementificazione selvaggia delle bellezze ambientali e paesaggistiche del Veneto». Marco Bonet
DOLOMITI. Politica e turismo in festa Ma ora dobbiamo difenderle
Il Veneto è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Tutti i politici e le associazioni del Veneto celebrano questa vittoria, considerandola un'opportunità economica e una grande occasione per salvaguardare il territorio. Il governatore Giancarlo Galan ha cambiato idea e si è espresso a favore della candidatura. L'ex presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon ha ricordato come la candidatura sia stata un grande progetto voluto con forza e determinazione dalla sua amministrazione. L'assessore De Bona ha sottolineato che la Regione non si è mai detta contraria alla candidatura, ma ha sempre sostenuto una perimetrazione più ridotta per le aree 'cuscinetto'.
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