Archeologia Venti di novità per il ricchissimo patrimonio regionale con tre ambiziosi progetti in Terra di Lavoro e nel Salernitano Tra un anno, tutto quel che di virtuale è stato presentato nella storica sede di Palazzo Antignano nel cuore di Capua, sarà concretamente il Nuovo Museo Campano, restaurato e adeguato ai percorsi didattici da offrire a un'utenza non soltanto regionale, per incuriosire e attirare attenzione. Alla fine di febbraio era stato presentato il progetto di massima dell'opera di restauro, costo 5 milioni prelevati dai fondi ordinari (lo ricordava Alessandro de Franciscis, all'epoca presidente della Provincia, ente proprietario del museo) a testimoniare lo sforzo per rilanciare un bene di enorme interesse. Ieri il progetto è risultato tangibile, la tecnologia fa miracoli, le nuove strutture inserite nelle antiche, lo sviluppo delle sale, lo slalom fra sarcofagi e Matres Matutae, tra reperti preromani e rinascimentali, insomma tutto il museo è stato percorso in anticipo, a portata di mouse e riflesso sui teleschermi. È stato come tagliare virtualmente il nastro di un progetto, in attesa di percorrere materialmente l'itinerario storico che va dall'epoca preromana al Rinascimento, testimonianze non solo dell'antica città dove la potenza militare di Annibale fu minata non con le armi ma con gli «ozi» in cui egli stesso e il suo esercito furono intrattenuti da bellissime ancelle, ma anche delle impronte artistiche e culturali di un territorio che abbraccia tutta la Campania. In questo contesto troveranno migliore sistemazione i reperti archeologici che rendono questo museo unico e prezioso, con l'archiviazione e catalogazione informatica di monete, dipinti, sculture e terrecotte. Di ciò si è parlato nella conferenza in cui sono intervenuti, tra gli altri, Biagio Giliberti, commissario straordinario della Provincia, e Carmine Antropoli, sindaco di Capua. Dai rappresentanti degli enti proprietari, ai responsabili scientifici e dei lavori di restauro è emersa una gran voglia di far bene e presto, un giusto indennizzo per quel po' di oblìo caduta da tempo sul Museo Campano. Tre eventi hanno segnato l'anticipazione del museo prossimo futuro: il conferimento della cittadinanza onoraria a Maria Bonghi Jovino, archeologa e studiosa che per prima valorizzò le Matres, terrecotte votive della fecondità umana e della terra; la presentazione del volume di don Giuseppe Centore su Gabriele Iannelli che lo fondò; l'inaugurazione della mostra «Gli ultimi uomini». La rassegna è ospitata nella chiesa di Santa Placida, per dimostrare che il museo esce (e uscirà) dal museo.