Santa Maria delle Grazie Le operazioni sul capolavoro leonardesco si svolgeranno in quattro lunedì per non creare disagi ai visitatori Il soprintendente Artioli: intervento straordinario ma il dipinto è in salute La polvere si deposita nelle increspature. Lenta, invisibile. Benzene e biossido di azoto tra Gesù e gli apostoli, microparticelle di smog che s'insinuano nella superficie «scabrosa, irregolare e molto rovinata» che è la parete del refettorio di Santa Maria delle Grazie. Per evitare che il velo inquinante si accumuli, e stratificandosi minacci il dipinto, la Soprintendenza ai Beni monumentali ha deciso di dare una «spolverata» al Cenacolo: «Lasciar depositare le particelle è deleterio. Intervenendo subito evitiamo d'essere costretti, in futuro, a predisporre pesanti opere di abrasione» dice il soprintendente Alberto Artioli. Il Pm10 sarà cancellato entro l'anno dall'Ultima cena di Leonardo da Vinci. Ministero, direzione del Cenacolo, Istituto centrale del restauro e Soprintendenza di Brera stanno definendo un programma di manutenzione chirurgica: costerà qualche decina di migliaia di euro e terrà occupato il refettorio per quattro lunedì, nei giorni di chiusura al pubblico del Cenacolo. Pulizie col bisturi. Una spolverata di precisione per evitare che le sedimentazioni si mangino l'Ultima cena. Se ne discute adesso, tra gli esperti, e se ne parlerà in autunno, con i restauratori sui trabattelli, quando le Grazie ospiteranno un convegno sui dieci anni dalla fine dell'ultimo imponente intervento di conservazione e recupero del dipinto. Era il 1999. Pinin Brambilla Barcilon, la curatrice del restauro, chiudeva il cantiere avviato nel 1978 da Carlo Bertelli, allora soprintendente per i Beni artistici e storici. Ventuno anni di ponteggi, 50 mila ore di lavoro, 7 miliardi di spese. Nel bilancio c'erano anche i costi per l'impianto di filtraggio dell'aria (non di climatizzazione, pericoloso per l'opera). Quel sistema, ancora oggi, purifica il microclima del refettorio. O meglio: fa quel che può. È il codice dei filtri. Depurano l'aria, ma non la fissano. Qualcosa elude i controlli, sfugge, riesce a passare. È smog. Un po' di benzene e di biossido entra nel refettorio incollato ai cappotti e alle maglie dei turisti. Visite parzialmente inquinate, sì, come certificato anche dalle rilevazioni sul Pm10 nella sala dell'Ultima cena: le concentrazioni sono aumentate dal 2006 in poi, punte di 40 microgrammi per metro cubo d'aria e una media di 30. Quantità triple rispetto agli anni precedenti. Polveri sottili, ma pericolose per un dipinto delicato come il Cenacolo. Artioli ha sostenuto e ribadisce che il capolavoro di Leonardo non è in pericolo né minacciato e, anzi, «è in uno stato di buona conservazione». Ma una spolverata non guasta, meglio cautelarsi. Fragile, è fragile. L'Ultima cena venne commissionata da Ludovico il Moro a Leonardo nel 1494. Lavata con la soda caustica del 1725, ricevette una seconda «passata» cinquant'anni dopo con l'inserimento di una calce che si è rivelata tenacissima, allo scorrere del tempo. Delicato, il sito Unesco, e per questo supertutelato: il Cenacolo è un patrimonio storico-artistico a numero chiuso e l'impatto del Codice da Vinci ha già richiesto una modifica all'impianto di filtraggio dell'aria (è stato aggiornato, reso più sensibile e sofisticato, e sono stati migliorati pure i protocolli di pulizia del refettorio). L'allerta è sempre massima, in Santa Maria delle Grazie. Il codice è rosso. Interventi di manutenzione ordinaria vengono pianificati ogni due, massimo tre anni. L'ultimo, ricorda il soprintendente Artioli, è stato completato nel 2006. Entro l'anno ne arriverà un altro. È la campagna autunno-inverno. «Ma bisogna chiedersi come mai le misure di protezione del Cenacolo non si sono rivelate efficaci» è l'interrogativo posto da Carlo Bertelli. Tappeti antiparticelle e porte di controllo climatico non bastano, professore? «Se i sistemi non funzionano, beh, si migliorino. Ma una spolverata mi sembra un intervento modesto». Armando Stella astellacorriere.it
MILANO - Polveri inquinanti sul Cenacolo. Pronto un restauro antismog
Il Cenacolo di Leonardo da Vinci, dipinto nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, sta subendo un intervento straordinario di manutenzione per evitare che la polvere e il smog danneggino il dipinto. La Soprintendenza ai Beni monumentali ha deciso di spolverare il Cenacolo per evitare che le particelle di polvere si accumulino e stratificarsi sul dipinto. L'intervento sarà effettuato in quattro lunedì, nei giorni di chiusura al pubblico del Cenacolo, e costerà qualche decina di migliaia di euro.
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