TRENTO - Sono bastati quindici minuti ieri mattina a Siviglia per convincere i 21 paesi membri del comitato Unesco che le Dolomiti meritavano linserimento nella lista dei patrimoni dellumanità. Il via libera è arrivato dopo che dallelenco era stata cancellata la città di Dresda, «colpevole» di rovinare il paesaggio con un ponte di cemento progettato nel nome della viabilità: in Germania hanno deciso che si può vivere senza il marchio dellUnesco, nelle valli dolomitiche invece si festeggia una decisione attesa da anni che - calcolatrice alla mano - si ipotizza possa aumentare il giro del turismo del 30 per cento almeno. La commissione ha giudicato uniche al mondo le guglie dei «monti pallidi», accogliendo la richiesta dei governatori delle cinque province di Trento, Bolzano, Belluno, Udine e Pordenone: «È una grande gioia, ma anche una grossa responsabilità» ha detto il presidente trentino Lorenzo Dellai. Reazioni di festa, compresa quelle del "ragno delle Dolomiti" Cesare Maestri che ha annunciato la «sorveglianza delle guide alpine perché queste montagne non diventino un luna park». Anche Reinhold Messner spera che non sia «loccasione per alimentare un turismo da cartolina», mentre lo scrittore e scalatore Mauro Corona ha invitato a non dimenticare le difficoltà di chi abita in alta quota anche quando i turisti tornano a casa. Alberto Tomba ha ricordato le sciate sui pendii dolomitici (iniziò a Cortina e si allenò a lungo in valle di Fassa) e il ciclista Saronni la sofferenza delle scalate in bicicletta contro il rivale (trentino) Moser. Con la decisione di ieri salgono a 44 i siti italiani inseriti nella lista dellUnesco (risultato che fa dellItalia il primo paese al mondo) ma nellelenco solo le vette dolomitiche e le isole Eolie sono patrimoni naturali, tutto il resto è cultura: da Venezia a San Gimignano, dal centro storico di Firenze ai trulli di Alberobello passando per le incisioni rupestri della Valcamonica e larea archeologica di Agrigento. È di ieri anche linserimento nella lista della Cidade Velha, il centro storico di Ribeira Grande, primo sito tutelato nellarcipelago di Capo Verde, testimonianza storica del colonialismo europeo in Africa. Via libera anche per il mare di Wadden, territorio piattissimo al confine tra Germania e Olanda, dal grande valore naturalistico per le specie botaniche e gli animali che frequentano larea. E ancora un "sì" per il Monte Wutai, montagna sacra cinese con numerosi monasteri buddisti e per lestensione della tutela agli atolli incontaminati di Tubbataha, paradiso delle immersioni nelle isole Filippine. In tutto sono 881 beni tutelati, ma lunica punizione possibile da parte dellUnesco è quella di essere esclusi, come è successo a Dresda: per chi non rispetta i patrimoni dellumanità, dopo la gloria della nomina cè lonta dellesclusione.