Recuperati cavea e fronte-scena 600 posti a sedere 10 anni di lavori per 6,5 milioni di euro Il primo successo del faticoso restauro del teatro di Teano è stato aver ridato la voce a unarena ormai afona, dalla pessima acustica. Uno degli edifici di spettacolo più antichi dItalia costruito con una cavea capace un tempo di ospitare migliaia di spettatori, perde lacustica, la voce degli attori diventa muta. I secoli bui delle depredazioni selvagge a danno dei marmi più preziosi dellimpero, il marmo cipollino fatto a pezzi a suon di piccone e il "giallo africano" ridotto in briciole dai teppisti del tempo, avevano trasformato il teatro in una cava a cielo aperto. Oggi sarà Michele Placido a inaugurare il teatro romano di Teano appena restaurato. In un ambiente dallacustica ritrovata, lattore leggerà brani e poesie dedicate allamore, un viaggio nella letteratura di tutti i tempi da Euripide a Garcia Lorca. Accompagnato da tre musicisti e dallattrice Marica Gungui, Placido presenterà lo spettacolo "Storie infinite ad ascoltar soavi. Viaggio nei luoghi arcani dellamore" (ingresso a inviti, inizio alle 21,15 per prenotazioni 0823 657 302). La campagna di restauro è durata più di dieci anni e ha portato al recupero della cavea e del fronte-scena. Sono stati ricostruiti i gradini fin dove era possibile e i sedili per il pubblico sono passati da 280 a 600, il teatro è percorribile in tutta la sua struttura, la scena è lunga 40 metri. I lavori hanno richiesto un finanziamento di 6,5 milioni di euro (fondi Pop Fesr e gioco del Lotto). «Abbiamo scoperto proprio durante i lavori di recupero cominciati grazie a Stefano Decaro che ebbe liniziativa - dice il direttore del museo archeologico Francesco Sirano - una fase medievale che non era stato affatto ipotizzata. Un periodo oscuro che si è fermato in tempo per conservare le preziose testimonianze che oggi custodiamo». Tra il 700 e il 1100 un ordine monastico vietò lo scempio dei marmi e il teatro divenne sede di un piccolo quartiere di artigiani, prima di essere del tutto abbandonato. «La vera peculiarità - continua Sirano - di questo grandioso teatro è che, nonostante tutto, è perfettamente conservato». Emersi 20.000 frammenti tra i più preziosi e rari marmi dellimpero romano, attualmente allo studio degli archeologi, altri materiali provenienti dal sito sono invece esposti al museo archeologico di Teano. Una vera miniera che poteva andare perduta del tutto e che, invece, ha sfidato il tempo e ha resistito. Il teatro fu costruito nel 120 a. C. e nellepoca dello splendore romano, rifulgeva dei suoi tre piani con tre ordini di colonne, capitelli e fregi con campiture figuranti scene di vittoria, sculture di marmo pregiato. Oggi e domani si celebra il teatro restituito ai visitatori nella versione rinnovata con due spettacoli sotto la direzione artistica di Aurelio Gatti. Dopo Placido, lOrchestra popolare di Caserta diretta da Emilio Di Donato domani sera si esibirà nel concerto "inCanti di pietra" dedicato ai suoni della tradizione popolare casertana (ingresso libero fino ad esaurimento posti, inizio 20,30). «Abbiamo riservato un posto - conclude Sirano - per ciascuno degli abitanti del parco archeologico di Teano. Li aspettiamo numerosi stasera». Info www.prolocoteanoeborghi. com