La Cisl casertana si oppone al trasferimento della sede deciso dal ministero La città di Caserta perde un altro pezzo. Il ministero ai Beni Culturali ha infatti deciso di privare il capoluogo di Terra di Lavoro della Sovrintendenza e dell'Archivio di Stato. "Si attende solo il decreto presidenziale per l'ennesimo scippo dei centri decisionali di vitale importanza", tuona la Cisl provinciale. "E' l'ennesimo colpo inferto alla città di Caserta. Ma questa volta non possiamo subire in silenzio. L'appello va dunque alle istituzioni locali perché si diano da fare al più presto". A parlare è Carmine Crisci, segretario generale della Cisl di Caserta in occasione della conferenza stampa organizzata dal sindacato che dice no alla riforma del governo che di fatto toglie la Sovrintendenza e l'Archivio di Stato alla città capoluogo. "Chiediamo", sottolinea Crisci, "la provincializzazione delle soprintendenze, nella loro interezza". Per il segretario della Cisl Fpl Rino Brignola "Caserta sta subendo l'ennesimo scippo nell'indifferenza totale di chi potrebbe e dovrebbe agire nelle sedi istituzionali in virtù di un mandato affidatogli dai cittadini col nuovo provvedimento, che entro i prossimi sessanta giorni renderà decreto ministeriale il decreto presidenziale già approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 giugno, la nostra provincia perderà le competenze archeologiche che passeranno in capo alla costituenda Soprintendenza archeologica di Salerno, Avellino, Caserta e Benevento con sede a Salerno, mentre l'Archivio di Stato di Caserta perderà la sua funzione di sede dirigenziale che di fatto passerà a Napoli". "Proporremo al Ministro", ha annunciato Crisci, "di adottare per la Campania la stessa eccezione accordata alla regione Toscana dove ci sono ben quattro Soprintendenze Miste. In tal modo, pur con le sedi periferiche dirigenziali previste in Campania, che da undici saranno ridotte a nove, la nostra provincia conserverebbe la competenza storico-artistica e la riconferma della soprintendenza archeologica con sede a Caserta". All'incontro con i giornalisti hanno preso parte anche Elio Aulisco, coordinatore provinciale ministeri, Pino Crispino della Cisl Reggia, e Tommaso Villani, segretario provinciale per il comparto Beni Culturali, tutti concordi nella assurdità di un riordino della sovrintendenza. "Il depauperamento della nostra provincia è iniziato già nel 2007 con la riforma Rutelli", ha spiegato Pino Crispino, "che scorporò l'allora Soprintendenza Mista, comprendente l'Architettonica e la Storico-Artistica, lasciandole solo la competenza dirigenziale relativa al settore architettonico e affidando le competenze storico-artistiche alla direzione di Napoli. Ma allora Caserta ottenne la Soprintendenza Archeologica, facente capo anche alla provincia di Benevento. Ma queste due soprintendenze, ossia storico-artistica e archeologica, sono rimaste sempre e solo sulla carta, non sono mai decollate".