Kosuth e Cattelan allex Italcementi Entri e ti trovi a passeggiare tra una selva di pilastri, allincrocio tra le carceri del Piranesi e lAlhambra di Granada. Invece sono i sotterranei dellItalcementi di Alzano Lombardo, un gioiello di archeologia industriale progettato a fine '800 da Ernesto Pirovano, lartefice del Villaggio operaio di Crespi dAdda. Restaurati a norma di Soprintendenza, domani alle 17 riaprono come museo darte contemporanea - di quelli che i milanesi continuano solo a sognarsi. Il nuovo spazio si chiama ALT (Arte, Lavoro, Territorio) e porta il nome di Fausto Radici, campione di sci e imprenditore innamorato dellarte, scomparso nel 2002, perché fu lui ad acquistare la vecchia fabbrica abbandonata, insieme allamico Tullio Leggeri che ha portato avanti il progetto con la vedova Elena Matous Radici. Classe 1940, costruttore e architetto dallinossidabile accento bergamasco, profilo tondeggiante da bon vivant, Leggeri è uno dei principali collezionisti darte contemporanea dItalia. E dei più atipici, perché alla mano e senza orpelli, capace di farsi amare dagli artisti, soprattutto dai più giovani, su cui ha sempre scommesso: basta leggere la dedica ironica a «Pestello» scarabocchiata da Cattelan (di cui ha comperato molti dei primi lavori, come la Z di Zorro in stile taglio di Fontana, ora in mostra), o starlo a sentire mentre racconta che Beecroft gli ha ceduto unopera in cambio della ristrutturazione di un bagno. «Tullio è una delle persone più imprevedibili e visionarie che conosca», dice Giacinto Di Pietrantonio, direttore della Gamec di Bergamo e curatore dellallestimento insieme a Fabio Cavallucci. «Lui per larte ci vive». Un vizio contratto da giovane, quando coi primi guadagni comperava a rate Alviani, Morandini e Manzoni. Le 250 opere - sculture, video, installazioni, stendardi, foto, disegni - in mostra (solo un quarto della collezione) sono quasi tutte sue. Un nucleo ha sempre lo stesso soggetto: le mani, simbolo del fare, così come le hanno raccontate Boetti, Serrano, Douglas Gordon Il percorso attraverso le campate è una carrellata di capolavori e di star, che ripercorre buona fetta dellarte degli ultimi anni, italiana e non: un orso scostumato di Paul McCarthy del '92, una betoniera stridente di David Hammons, i tre musicanti di Brema impagliati da Cattelan, un neon di Kosuth, autoritratti di Cindy Sherman, il poetico fulmine che squarcia laria di Mario Airò, gli esercizi mnemonici di Dimitris Kozaris. Ma anche tante opere recentissime di Fliri, Picco, Roccasalva, Rubbi, Vascellari. «Questo non è un museo. Vorremmo che fosse un posto vivo, dove organizzare incontri, convegni e anche banchetti di nozze, tra le opere, senza troppe ansie. Una volta al mese ci sarà anche un Mercatino dellarte, per presentare un giovane artista con quotazioni inferiori a 5000 euro. Meglio che fare shopping allOrio Center, no?». Un consiglio: ALT è un po complicato da raggiungere in auto, zigzagando tra i cantieri. Meglio prendere la metrò leggera Bergamo-Albino, appena inaugurata: dalla fermata di Alzano sono due minuti a piedi.