Dal QT8 a Baggio, le zone sotto tutela È il quartiere modello, nato subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, in piena ricostruzione. Una quartiere a misura di abitante a cominciare dalle case e dallo stile omogeneo, ma soprattutto per gli ampi spazi verdi che culminano nella Montagnetta di San Siro, per le vie, i servizi. Il QT8 è nato nellambito dellVIII Triennale, sotto la direzione dellarchitetto razionalista Pietro Bottoni e con il contributo di maestri come Sottsass, Zanuso, Gio Ponti. Ogni anno progettisti e studenti vengono a visitarlo, ma con le demolizioni e le moderne palazzine che prendono il posto delle costruzioni originali, si sta snaturando. Per questo Palazzo Marino ha deciso di tutelarlo. «Perché rappresenta un modello abitativo e un pezzo di storia della città», dice lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli. Che nel nuovo Piano di governo del territorio inserirà una mappa delle zone da salvaguardare, con regole precise per i futuri interventi: dal QT8, appunto, al Gallaratese, dal quartiere Feltre, vicino al Parco Lambro, allex villaggio dei giornalisti al quartiere della Maggiolina, fino al centro di Baggio. Lamministrazione ha un obiettivo: portare in giunta entro luglio il documento che disegnerà lo sviluppo della città nei prossimi decenni. Ed è proprio allinterno del piano, che Masseroli inserirà lelenco delle aree in cui le trasformazioni dovranno seguire criteri più rispettosi del contesto. «Non sono vincoli - spiega lassessore - perché con quelli, come nel caso delle cascine che sono state abbandonate, non si assicura la buona conservazione e la vivibilità. Vogliamo mantenere laspetto storico dei diversi luoghi, ma senza trasformarli in quartieri museo». Al QT8, assicura, le regole saranno studiate con i cittadini. E saranno diverse a seconda degli ambiti. Per il Comune, dora in poi non sarà più possibile veder sorgere costruzioni che sovrastano gli edifici di pochi piani nel verde o "mostri urbanistici". «Il problema - continua Masseroli - è che oggi in questo quartiere si può abbattere lesistente e ricostruire in modo molto diverso». Ed è questo che il consigliere dei Verdi, Enrico Fedrighini, vorrebbe fosse impedito: «Quello dellassessore è un segnale importante - dice - ma adesso aspettiamo i fatti e iniziative urgenti per bloccare i progetti di demolizione che sono già in corso e che rischiano di vedere cancellate le villette progettate da grandi architetti con altri edifici fuori da ogni contesto».