Emendamento del Pdl: più cemento anche nelle aree dismesse Scontro con la Lega Boni: "Senza limiti troppi rischi" I Verdi: "Un regalo ai costruttori" Il Pdl spinge per costruire di più in tutta la regione e arriva allo scontro con il Carroccio Cemento nelle aree dismesse il piano casa allarga i confini Il piano casa della Regione si allarga anche alle fabbriche. Scontro ieri in commissione Territorio tra il presidente Giovanni Bordoni del Pdl, che ha proposto di estendere il provvedimento sulla demolizione e ricostruzione nei centro storici anche agli edifici industriali e commerciali, e lassessore regionale allUrbanistica leghista Davide Boni, che avverte: «Non sono daccordo, se non si limita il cambio di destinazione duso». Protesta lopposizione di centro sinistra: «Un altro regalo ai costruttori». Il piano casa del Pirellone fa litigare nuovamente la maggioranza. Dopo le sciabolate di qualche settimana fa tra lassessore regionale allUrbanistica leghista Davide Boni e il capogruppo del suo partito Stefano Galli, che aveva definito la legge troppo permissiva, ieri è calato il gelo tra lassessore e il presidente della commissione Territorio Giovanni Bordoni del Pdl. Motivo del contendere alcuni nuovi emendamenti presentati dallo stesso Bordoni che chiedono, tra laltro, che la possibilità di demolire, ricostruire ampliare del 30 per cento gli edifici dentro o fuori i centri storici riguardi non solo le abitazioni, ma anche gli edifici commerciali, industriali o destinati al terziario. «Non è pensabile - replica lassessore Boni - a meno di introdurre il divieto al cambio di destinazione duso. Se si vogliono adottare sistemi diversi, o si introducono delle applicazioni rigide o altrimenti si rischia di far saltare tutto il piano di governo del territorio. Decisioni così delicate non si possono prendere utilizzando norme in deroga. Sarebbe come mettere in mano una pistola carica a qualcuno basandosi solo sulla fiducia». Di parere diametralmente opposto il presidente della commissione Bordoni del Pdl: «Questa è la visione dellassessore, ma non è la nostra. Posso essere consenziente sulla sua richiesta di limitare il cambio di destinazione, ma solo in base al criterio del rispetto della destinazione di zona. I centri delle città lombarde sono pieni di capannoni o vecchie fabbriche dismesse. Non capisco perché non possono essere demolite per costruire nuovi palazzi. Vogliamo solo riqualificare i quartieri costruiti negli anni Sessanta o Settanta». Durissima la reazione dellopposizione di centrosinistra, che chiede di rinviare la votazione. «La maggioranza peggiora la già pessima proposta di Formigoni - denuncia il verde Carlo Monguzzi - Un bel regalo ai costruttori e allassessore comunale Carlo Masseroli, che chiede 700mila abitanti in più a Milano. Dalla crisi non si esce con strumenti vecchi. Anche il rilancio di un settore fondamentale come quello delledilizia deve essere ancorato a principi irrinunciabili come il freno al consumo di suolo e la salvaguardia delle aree protette». Protesta anche Marco Cipriano di Sinistra democratica: «Riemergono vecchie divisioni nella maggioranza. Avremmo dovuto discutere gli emendamenti presentati e invece, a parte il relatore, lintero centrodestra era latitante». La Lega per il momento tace. Ma la tensione nella maggioranza è evidente. Il provvedimento sul rilancio delledilizia già approvato dalla giunta dovrebbe essere votato la prossima settimana dal consiglio regionale. La maggioranza deciderà solo oggi se accettare la richiesta dellopposizione sul rinvio.