La classifica Presentato lo studio del Touring Club. «Nei momenti di difficoltà però si dovrebbero aumentare i fondi per la cultura» Arte e cultura a Milano non sentono la crisi: positivi i bilanci dei musei. Nei primi due mesi dell'anno la Pinacoteca di Brera e Palazzo Reale hanno raddoppiato i visitatori. E nella classifica del Tci sui 30 musei italiani più visitati figurano il Civico di storia naturale, il Cenacolo e il Museo della scienza e della tecnologia. La Pinacoteca di Brera? Cresce. «Nei primi due mesi dell'anno, i visitatori sono passati da 33 mila a 76 mila». E Palazzo Reale, pure. «I biglietti sono quasi raddoppiati». I musei di Milano resistono all'onda lunga della crisi. Così, mentre le altre città registrano un calo di presenze, la città della Madonnina tiene. «Perché non è considerata solo una meta turistica», spiega Mario Turetta, direttore regionale dei Beni culturali. Non solo: nella classifica dei 30 musei italiani più visitati, tre sono quelli milanesi. Nello studio del Touring Club, al ventesimo posto figura il Civico di storia naturale, con 350 mila presenze, «stabili sia nel 2008 sia nel 2007». Due posti più in giù il Cenacolo, con un leggero aumento: «Gli ingressi sono a numero chiuso, quindi non ci può essere un forte trend di crescita». Quindi alla 24 posizione c'è il Museo della scienza e della tecnologia, con un bilancio però in calo: «Bisogna considerare la chiusura del Leonardo da Vinci di 3 mesi per lavori». E in vetta? Al primo posto ci sono i Musei Vaticani, seguiti dagli scavi di Pompei e dagli Uffizi a Firenze. È il Dossier Musei 2009 del Tci, che fotografa una situazione generale problematica. C'è una flessione nel numero dei visitatori, dovuta a due fattori, Da una parte la crisi economica che incide sul settore turistico. Dall'altra va considerata «una mancanza di servizi per le famiglie, una segnaletica inadeguata e aperture poco elastiche», aggiunge Roberto Ruozi, presidente del Touring Club italiano. Senza contare che «i fondi per la cultura sono stati ridotti e questo non può che avere ripercussioni negative». Insomma, un momento poco brillante per i musei. Comunque, secondo Guido Guerzoni dell'Università Bocconi, c'era da aspettarselo. «Dopo undici anni, dal 1996 al 2007, di crescita incontrollata, adesso c'è un momento di assestamento». Certo è che bisogna guardare al futuro: «Anche con investimenti. Nella classifica ci sono solo tre musei italiani che stanno ampliando o migliorando i loro servizi». Perché in tempi di crisi la domanda culturale aumenta. «Quando si rinuncia a tanto, si cerca l'evasione attraverso il cinema, la lettura oppure proprio visitando una mostra». Per questo bisogna guardare all'estero, dove questo fenomeno è già una realtà. «E dove gli enti locali investono sempre di più nei musei ». Un trend che Milano e la Lombardia stanno cercando di imitare. «Abbiamo già aumentato le risorse», spiega Massimo Zanello, assessore regionale alla Cultura. Con una consapevolezza: «Non ci si può aspettare da noi, i grandi numeri che possono fare capitali come Parigi o Londra». Allo stesso tempo, però, «si dovrebbe puntare di più al marketing, aumentare i servizi e capire che cosa chiede il visitatore». Insomma essere più accattivanti. In attesa dell'Expo. Tra i progetti in arrivo per la città, c'è un percorso su Leonardo che aprirà in settembre. «Saranno valorizzati i capolavori nascosti, come il Codice Atlantico nella Biblioteca Ambrosiana», spiega Massimo Accarisi, direttore della direzione cultura del Comune. E poi c'è il Cenacolo con i suoi 335mila visitatori nel 2008. Per Turetta si potrebbe pensare «magari in sinergia con le Stelline, a un percorso interattivo: proiettare l'Ultima Cena in una stanza per ricrearne le atmosfere. E agevolare tutti quei turisti che non sono riusciti a entrare perché le visite sono limitate».