L'intervista L'assessore ai lavori pubblici: Certosa di Padula, personale ok Buone notizie per la Fillea-Cgil e l'Associazione costruttori che nei giorni scorsi, per dare un segnale concreto di ripresa, hanno reso nota l'azione di monitoraggio di cantieri e progetti già approvati e finanziati in provincia di Salerno e bloccati dalla burocrazia. L'assessore regionale ai lavori pubblici, Oberdan Forlenza, annuncia che da Palazzo Santa Lucia partirà quanto prima «la mappatura delle opere di immediata cantierabilità». «So che il governatore Bassolino - dice Forlenza - ha in programma, insieme a me e ad altri assessori, di effettuare un monitoraggio a tappeto di tutto ciò che può partire e che partirà immediatamente. È il primo segnale della ripresa, un volano di rilancio dell'economia». Ma l'assessore, che appena una settimana fa ha aggiunto alle deleghe assegnategli da Bassolino ad aprile (Rapporti con la conferenza Stato- Regioni, Opere pubbliche, Parcheggi, Cave e torbiere, Acque minerali e termali, Demanio e Patrimonio) anche quella ai Beni culturali, è tornato martedì scorso a Salerno, che è la sua città d'origine, per prendere parte al convegno organizzato dall'Ordine degli ingegneri sulle nuove norme tecniche per le costruzioni, che entreranno in vigore il primo luglio. «Nel piano casa della Regione Campania - spiega l'assessore - abbiamo messo bene in chiaro quali sono le opportunità ma anche le assunzioni di responsabilità. Siamo in dirittura d'arrivo per il regolamento del fascicolo di fabbricato che sarà una specie di risonanza magnetica degli edifici, a cui non può sfuggire nulla. Tutti coloro che chiedono l'aumento di volumetria si obbligano a presentarlo». Tornando alla sua Salerno («Non ho avuto ancora modo d'incontrare il sindaco De Luca, l'ultima volta ci siamo visti per la facoltà di Medicina quand'ero capo di gabinetto del ministro Mussi»), Forlenza parla di un accordo di programma con il Comune per recuperare le volumetrie di capannoni industriali fatiscenti e di aree degradate consentendo il cambio di destinazione d'uso. Sulla dismissione del patrimonio della Regione, poi, l'assessore- magistrato ammette di «non essere un fautore sfegatato della vendita a tutti i costi» e di aver chiesto agli uffici un monitoraggio delle proprietà «che possono avere una diversa destinazione ». Infine i beni culturali, che conosce molto bene per essere stato capo di gabinetto di due ministri, Veltroni e Melandri: «C'è l'esigenza di fermarsi un attimo nella riorganizzazione che va avanti da otto anni. Le scelte sulle Soprintendenze, ad esempio, non dipendono tanto da logiche di numero ma da effettive esigenze sul territorio ». L'ultima parola è sulla Certosa di Padula: «L'ho visitata di recente, da cittadino, e ho trovato personale disponibile ed efficiente ». G. B.