Chi le ha viste? Pitture sparite nel nulla o oggetto di riscatti mafiosi, anfore e sculture trafugate esposti nelle case di privati benestanti. Tra scavi clandestini e furti su commissione la gestione del nostro patrimonio artistico appare sempre più complessa e difficile, specie in Sicilia, dove il patrimonio invisibile quello ancora da scavare o custodito in maniera precaria può diventare fonte di facile guadagno, mettendo in moto un circuito internazionale in cui l'oggetto d'arte si muove trainato dall'economia dell'illecito. Ricercati, dunque, sia le opere che i malfattori, anzi «wanted» come i banditi del Far west del contrabbando d'arte. E se la Natività del Caravaggio rimane ancora la ricercata numero uno (trafugata il 17 ottobre del 1969 dall'Oratorio di San Lorenzo, citata nelle deposizioni di alcuni pentiti di mafia) sono davvero tante le opere d'arte oggetto delle attenzioni dei ladri. A questi temi è dedicato il convegno "Sicurezza e beni culturali" che prende il via oggi a Palazzo dei Normanni, alle 18, promosso dall'associazione Extroart di Ludovico Gippetto, insieme all'Ufficio speciale dell'Assessorato regionale ai Beni culturali, che vedrà di fare il punto sulle opere d'arte trafugate, protagoniste della quarta edizione del cofanetto di cartoline le cui immagini sono dedicate ai più recenti furti siciliani, a iniziare proprio dal più vicino avvenuto a febbraio che ha visto sparire nel nulla una tela raffigurante la Madonna del Lume, esposta nella chiesa di San Stanislao Kostka al Capo e ora riprodotta in una cartolina di "Wanted". Un furto abbastanza singolare, considerando che si tratta di un autore minore, Rodrigo Cenzuales, e che fa pensare ad un filone di furti a tema: più che una ricerca iconografica, forse un singolare genere di devota collezione su commissione. Ad arginare i furti da molti anni è impegnato il Nucleo del Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, guidato dal generale Ugo Zottin, che invita i possessori di opere d'arte ad alcuni accorgimenti che possono contribuire alla salvaguardia dell'opera. Dice Zottin: «Desidero rammentare la necessità di predisporre e conservare un proprio archivio fotografico degli oggetti posseduti, per facilitare in caso di necessità il nostro lavoro. La documentazione fotografica rende più difficile la commercializzazione dell'opera sottratta». Esiste un sito web, www.Carabinieri.it, dove è possibile scaricare un modello già predisposto, disponibile anche presso le caserme dei carabinieri. Il Nucleo tutela siciliano ha comunicato in questi giorni i dati relativi ai recuperi di oggetti trafugati relativi ai primi 4 mesi di quest'anno: sono stati rintracciati 392 reperti archeologici, 90 monete antiche, 5 falsi, 14 oggetti provenienti da chiese, 2 opere lignee e 9 dipinti, grazie anche ad un costante monitoraggio di mercatini e antiquari. Un altro presidio ai furti d'arte è la Società italiana per la protezione dei beni culturali, alla cui guida è il generale Roberto Conforti, in passato responsabile del Nucleo tutela. Malgrado tutto, non è raro vedere esposte in musei di rilevanza internazionale opere d'arte trafugate: è la punta di un iceberg che fa comprendere la gravità del mercato del contrabbando d'opere, in barba ad accordi internazionali e al più semplice buonsenso. Emblematico il caso di un gruppo di opere recuperate illecitamente a Morgantina e acquistate da importanti musei americani: una scultura in marmo raffigurante Afrodite, di età greca, esposta al Paul Getty Museum di Malibu, e due piatti in argento in mostra al Metropolitan Museum di New York. Intanto il Nucleo tutela siciliano annuncia un incremento dei suoi agenti, attualmente 13, con la presenza di un sottonucleo a Siracusa, e continua ad impegnarsi: proprio ieri a Favignana, a Cala Rotonda, è stata ritrovata un'ancora del IV secolo avanti Cristo con la scritta "Euploia", cioè buon viaggio.