Da stasera all'Archeologico Mostra con visite Quindici maschere in gesso a grandezza naturale, modelli di cui un artigiano si serviva per gli esemplari destinati alla scena, e un'urna fittile etrusca con la lotta tra Etocle e Polinice: sono il pezzo forte, il corpus inedito per la prima volta esposto al pubblico de «Il Teatro Antico e le Maschere», la mostra che da stasera alle 18.30 e fino al 31 agosto ripercorrerà, nelle quattro sezioni allestite al Museo Archeologico di Napoli, la storia del teatro occidentale attraverso i fasti e la tradizione di quello greco e romano. Dalle origini ai teatri romani in Campania. Che sono quello di Pompei, con il piccolo Odeon, i resti del teatro di Miseno e il «sepolcro di Agrippina» a Bacoli, e il teatro di Neapolis all'Anticaglia, il cui scavo recente è praticabile, per tutto il periodo della mostra, grazie alle visite guidate in collaborazione con il Comune di Napoli. Curata da Giovanni Guzzo, Maria Rosaria Borriello e Valeria Sampaolo, nuova direttrice del Mann, la mostra, organizzata dalla Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei con il sostegno della Regione e inserita nell'ambito del progetto «6 viaggi in Campania 2009», vuol essere l'ideale continuazione della seconda edizione del Napoli Teatro Festival Italia. Uno straordinario percorso espositivo che a partire dagli esemplari di ceramografia greca a figure nere (VI secolo a.C.) e qualche rappresentazione più tarda di Dioniso, alcuni vasi della collezione storica del Museo, relativi all'Ifigenia in Tauride e altri noti episodi della tragedia euripidea, documenta le origini delle rappresentazioni più antiche. Come il teatro fliacico, per esempio, rappresentato, unica testimonianza superstite di questo genere comico, attraverso i vasi dipinti con scene di grande realismo attinte dalla vita quotidiana. Ci sono poi i mosaici, gli affreschi, e un considerevole numero di riproduzioni di maschere restituite dagli scavi delle antiche città sepolte e destinate all'ornamento di giardini o alla decorazione architettonica. Inoltre, una sezione di maschere di marmo e terracotta relative ai singoli tipi rappresentativi dei personaggi del teatro tragico e della commedia. Come quella di «Buccus», maschera maschile del personaggio comico della farsa atellana, a cui si affiancano alcuni esemplari in terracotta, provenienti da Pompei, tra i quali spicca un personaggio dal grosso naso, esplicito richiamo alla più moderna maschera di Pulcinella.