Ambiente Subito dieci demolizioni, poi si continuerà Baia Domizia, via agli abbattimenti «Gli abbattimenti cominceranno il 30 giugno». Il dirigente del settore Urbanistica della Regione Campania, Bartolomeo Sciannimanica, dopo numerosi rinvii, ufficializza finalmente il «D-day» che darà il via alle demolizioni nella «favela delle vacanze» di Baia Domizia. Nei fatti lo start up sarà poco più che simbolico, considerato che ad essere buttate giù saranno solo dieci delle circa cinquemila abitazioni abusive sorte a poche centinaia di metri dal centro della più importante località balneare della provincia, in una vasta area demaniale sottoposta dal 1985 al vincolo della legge Galasso, che prevede l'inedificabilità assoluta ed inibisce ogni modifica dello stato dei luoghi. Ma è comunque un segnale di inversione di tendenza, rispetto all'assoluta assenza di regole e controlli che in poco più di 20 anni ha favorito la nascita di una vera e propria cittadella dell'abusivismo. Perché lì, a Pantano, in quella vasta piana che prima della bonifica voluta da Mussolini era interamente ricoperta dalle acque, a partire dalla metà degli anni '80 è accaduto più o meno quello che avveniva nel Far West: la gente arrivava, si sceglieva un pezzo di terra, e fatto il segno della croce decideva che lì sarebbe sorta la propria casa per le vacanze. In principio erano solo catapecchie, con la copertura in lamiera o in amianto. Poi, nella più totale assenza di controlli da parte degli enti preposti (il Comune di Cellole e, in parte quello di Sessa Aurunca), quelle baracche hanno cominciato a trasformarsi in edifici in muratura dotati di tutti i comfort: acqua corrente, energia elettrica, telefono. Ma se molti «proprietari» non hanno lesinato sulle spese per le rifiniture (numerose le piscine), non altrettanto è avvenuto per le fognature e i pozzi neri. Tutti, o quasi, hanno risolto il problema allacciando gli scarichi fognari ai canali di bonifica, divenuti ormai vere e proprie fogne a cielo aperto. E quei canali di scolo stracolmi di liquami finiscono poi direttamente nel mare. Nel mese di agosto del 2008, Sciannimanica aveva diffidato i due Comuni territorialmente competenti quello di Cellole, nel cui tenimento ricade più del 95 delle abitazioni abusive, e quello Sessa Aurunca ad approntare in tempi celeri programmi di demolizione onde evitare il commissariamento. Dieci mesi dopo Sessa Aurunca ha consegnato il censimento di tutti gli immobili concordando l'accettazione della procedura commissariale. Mentre Cellole ha chiesto ed ottenuto di poter gestire gli abbattimenti, anche se nel bilancio ha stanziato fondi sufficienti solo per 25 edifici. Intanto a Pantano si continua a costruire. E nei giorni scorsi si notavano diversi cantieri in corso. Pietro Falco
CASERTA Case abusive, si parte il 30 giugno
La Regione Campania ha ufficializzato il 30 giugno come data per iniziare le demolizioni delle abitazioni abusive nella favela di Baia Domizia. Il dirigente Urbanistica Bartolomeo Sciannimanica ha confermato il programma dopo numerosi rinvii. Le demolizioni riguarderanno circa 10 delle 5.500 abitazioni abusive presenti nella zona. La zona è stata colpita dall'abusivismo negli anni '80, quando le persone hanno iniziato a costruire case per le vacanze senza controlli. Oggi, le case sono state trasformate in edifici con acqua corrente, energia elettrica e telefono, ma senza fognature e pozzi neri. Le demolizioni sono state richieste già nel 2008, ma sono state ritardate.
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