«La manovra che prevede la riorganizzazione e razionalizzazione del settore beni culturali ha come primo effetto la riduzione delle soprintendenze in Campania, che da dodici, così come prevedeva il decreto dell'allora ministro Francesco Rutelli, diventeranno otto». A lanciare un grido d'allarme è il deputato del Partito democratico Stefano Graziano, che, ancora una volta, a distanza di qualche mese, è ritornato sulla materia confermando le perplessità ed i timori sollevati in passato. «Delle quattro soprintendenze che verranno tagliate - ha continuato Graziano - due vengono tolte proprio a Caserta. Verranno soppresse l'Archeologica, che viene accorpata a quella di Salerno e poi l'Archivio di Stato. Il risultato di questa manovra non è funzionale, ma soprattutto non va nel senso della valorizzazione del territorio, altro che Soprintendenza speciale per la Reggia, dipenderemo da Salerno. Non solo: bisogna anche considerare la vasta area territoriale, che si va ad accorpare ad unarea enorme, pertanto sarà difficile da gestire, per non parlare dei tagli di personale, che sicuramente ci saranno». L'allarme lanciato dal deputato del Pd investe anche i fondi ordinari, che si «riducono da 600 milioni ad appena 60 milioni di euro». «Guardando a questo piano - ha aggiunto Graziano, sollecitando un confronto - che investe la riorganizzazione delle Soprintendenze campane, la domanda che pongo al centrodestra è: qual è il progetto, c'è una politica culturale italiana e la provincia di Caserta vi è inserita? Il dato che evinco, non da ora, perché sono mesi che lancio una serie di allarmi, anche guardando alla Reggia, è che Caserta è totalmente abbandonata sul piano culturale. Secondo me bisogna richiamare alle proprie responsabilità il centrodestra in Parlamento, che per Terra di Lavoro sta facendo veramente poco. Sono stato più volte disponibile, e lo sarò anche in futuro, per lo sviluppo del territorio casertano, ma bisogna guardare con attenzione ad una politica seria di valorizzazione dei beni culturali, tenuto conto anche del fatto che Caserta ospita un'opera architettonica come la Reggia». La manovra di razionalizzazione, però, nasconde anche una drastica riorganizzazione e quindi tagli al personale. Il timore è naturalmente rivolto ai licenziamenti di personale o anche ai loro trasferimenti «quello che è necessario - ha concluso il deputato democratico - è avviare un confronto serio, che investa la valorizzazione del nostro territorio, perché così non va».