Indagine della Regione: oltre 5mila costruzioni illegali su 700 chilometri di costa Dai palazzi condominiali alle villette, dalle seconde case ai residence. Ed ancora: i villaggi turistici, i lidi e i camping, i palazzotti costruiti su aree demaniali. La Calabria non è solo terra di ecomostri. La Calabria «è tutta un ecomostro». Lo dice uno studio della Regione sulla cementificazione dei suoi 700 chilometri di spiagge Calabria, cemento mangia-coste un abuso edilizio ogni 150 metri La Regione: 5210 edifici illegali sul mare. Legambiente: ora abbatteteli Un unico ecomostro che divora i 700 chilometri di spiagge, spesso in aree protette In certi casi si tratta di opere di proprietà pubblica come interi pezzi di lungomare Documento che restituisce una fotografia impietosa dello scempio, con un abuso censito per ogni 100-150 metri di costa. I casi individuati dagli esperti dellassessorato allUrbanistica sono 5 mila 210. Nella sola provincia di Cosenza sono stati rilevati 1156 abusi (il 22,19), a Catanzaro 548 (il 10,52), a Crotone 915 (il 17,56), a Reggio 2093 (il 40,17) e a Vibo 498 (il 9,56). È anche stato possibile stabilire che, tra i casi individuati, 412 si trovano in aree per le quali il Piano dAssetto Idrogeologico definisce «gravi condizioni di rischio idraulico». Per quanto riguarda i vincoli ambientali, «si riscontra che 54 casi individuati ricadono allinterno di Aree Marine Protette, 421 in Siti dinteresse comunitario e 130 nelle Zone a protezione speciale». «Offese al territorio», vengono definite dal gruppo di lavoro che mette insieme docenti universitari, tecnici e giovani professionisti. E sono di tipo legale (ovvero legittimato dalla originaria inclusione nei Prg); di tipo legalizzato (cioè compreso in varianti e parzialmente sanato); e infine completamente illegale (in area demaniale, protetta e instabile). In certi casi si tratta, addirittura, di opere di proprietà pubblica come interi pezzi di lungomare. Ai fini dellindagine sono state effettuate decine di migliaia di sopralluoghi, verifiche negli enti locali, agli uffici del catasto e del genio civile. Sono state realizzate schede dettagliate su "Costa Viola", "Costa dei Gelsomini", "Riviera dei Cedri" o "Area Grecanica". Nomi che evocano paradisi ambientali, ma che nei fatti sono segnate dalle ferite di decenni di incuria, di complicità, di connivenze. Documenti che rappresentano la sintesi delle speculazioni di imprenditori senza scrupoli, delle mafie del mattone e della cultura, diffusa, dellillegalità «domestica». Gli oltraggi sono presenti su spiagge e scogliere, non soltanto in contesti fortemente urbanizzati come Reggio Calabria, ma anche in zone di pregio e turisticamente note come larea di Tropea, la costa di Scilla, la Locride, larea di Soverato e, in particolare, larea di Isola Capo Rizzuto e del Crotonese. Che, in larga parte, paradossalmente è vincolata come Riserva Marina Protetta ed area archeologica. In questultima zona si addensa ben il 52 degli abusi illegali compresi in aree marine protette. La Regione, attingendo ad un Accordo di Programma Quadro (Apq), finanziato con 5 milioni di euro dallo Stato, ha già deliberato labbattimento di 9 ecomostri. Ma non è sempre semplice. I proprietari fanno ricorsi, si appellano ai mille cavilli della legge, hanno frotte di legali pronti a brandire il codice. Lassessore regionale Michelangelo Tripodi si dice, comunque, determinato: «Ora abbiamo una fotografia precisa dello scempio. Butteremo giù tutto quello che è possibile, dimostrando come labuso non paghi e che in Calabria sta crescendo il senso della legalità e dellambiente». Poi: «Non consentiremo più che certe cose avvengano tanto che elaboreremo una specifica Carta dei vincoli». Infine, «cercheremo di risanare i guasti». Tripodi afferma che un ruolo importante lo giocheranno i Comuni: «La Regione ci mette i fondi, ma gli enti locali dovranno attivarsi con i propri piani di risanamento». Per il presidente regionale di Legambiente, Antonino Morabito, «ora bisogna essere conseguenti». Servono, insomma, «tempi rapidi nelle demolizioni e, altrettanto, per le fasi di risanamento. Servono le regole e chi le faccia rispettare».
REGGIO CALABRIA - Calabria, case abusive ogni 150 metri
La Regione Calabria ha condotto un'indagine sulla cementificazione dei suoi 700 chilometri di spiagge, rilevando oltre 5.210 edifici illegali, tra palazzi condominiali, villette e residence. La maggior parte di questi edifici si trovano in aree protette, tra cui Aree Marine Protette, Siti d'interesse comunitario e Zone a protezione speciale. La Regione ha già deliberato l'abbattimento di 9 ecomostri, ma i proprietari fanno ricorsi e si appellano ai cavilli della legge. L'assessore regionale Michelangelo Tripodi si dice determinato a dimostrare che l'abuso non paghi e che in Calabria sta crescendo il senso della legalità e dell'ambiente.
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