Un ricorso al presidente Giorgio Napolitano affinché possa aiutare a dirimere, e definitivamente, il «caso Madre». E, ancora, una petizione, in italiano e in inglese, che sarà da oggi sul sito internet del museo di largo Donnaregina. Il direttore Eduardo Cicelyn, dopo aver incassato il dissequestro delle sale da parte dei giudici del Riesame (che parlano, tra l'altro, «di mero accanimento da parte della polizia municipale» nel corso degli ultimi mesi), passa al contrattacco e due giorni fa, assistito dall'avvocato Lodovico Visone, ha presentato il ricorso straordinario al Colle e, per conoscenza, al ministero dei Beni culturali, dell'Interno e al Comune. «A Venezia il Guggenheim ogni lunedì organizza un aperitivo a base di arte e musica e così a New York o a Berlino mentre a Napoli, per fare le stesse cose ho dovuto chiedere - ironizza il direttore del Madre l'autorizzazione per fare attività pubblica danzante . Ma lo posso fare solo dopo un'ora la chiusura del museo e non dappertutto. Come se le due cose fossero distinte e separate. Assurdo che vecchie leggi limitino le attività museali di arte contemporanea». Da qui nasce il ricorso straordinario portato ora all'attenzione del presidente Giorgio Napolitano: «Se ritiene meritevole la nostra battaglia, pu spingere affinché il Consiglio Cicelyn: parte da Napoli una battaglia culturale contro la legge del 92 di Stato decida di pronunciarsi in merito alla vicenda». E così, in tredici pagine di ricorso, oltre a ripercorrere tutta la querelle museo-polizia municipale iniziata il 31 ottobre scorso, si sottolineano due peculiarità. La prima: «Lo scopo degli eventi è solo quello di avvicinare alle espressioni artistiche propriamente museali - si legge - una fascia della popolazione probabilmente estranea alle stesse. Secondo una formula già sperimentata nei pi prestigiosi musei del mondo». Nella seconda invece si ripercorre tutto l'operato di questi mesi di pm e polizia municipale, già bollato dal Riesame, come «mero accanimento» e basato «su una questione politica». L'appello in rete, invece, a cui aderiranno nelle prossime ore Achille Bonito Oliva, Salman Rushdie, Francesco Clemente e Alvaro Siza, servirà «a far partire da Napoli una battaglia culturale che convinca la classe politica a emendare la legge dei beni culturali del 92 e fare in modo che un museo d'arte contemporanea non debba pi sottostare al testo unico di polizia». Una presa di posizione forte quella di Cicelyn che vuole chiudere per sempre la questione. «Pretendo - dice - che le istituzioni culturali non debbano sottostare a vecchie leggi e a qualche agente troppo zelante per chissà quali motivi».
NAPOLI - Accanimento sul Madre appello al Capo dello Stato
Il direttore del Museo Madre, Eduardo Cicelyn, ha presentato un ricorso straordinario al presidente Giorgio Napolitano per aiutare a risolvere il caso Madre, in cui il museo è stato oggetto di un dissequestro e di accuse di mero accanimento da parte della polizia municipale. Il museo ha anche lanciato una petizione in italiano e inglese per far partire una battaglia culturale contro la legge dei beni culturali del 1992, che prevede limitazioni alle attività museali di arte contemporanea. Il direttore del museo sostiene che le istituzioni culturali non dovrebbero sottostare a vecchie leggi e a agenti troppo zelanti.
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