«Quali sono le nuove collezioni con le quali il ministro Urbani vuole arricchire il Museo Egizio di Torino? Vuole trasferirle da altri musei italiani? O le vuole comperare? E con quali soldi?». Se lo chiede Anna Maria Donadoni, attuale direttrice del Museo. E' curioso di saperlo anche suo marito, il grande archeologo Sergio Donandoni. «Abbiamo appreso la notizia dai giornali» dicono. «Eravamo in treno e siamo sobbalzati nel leggere le dichiarazioni che il ministro ha rilasciato durante la sua visita alla Fiera del Libro». Perché? «Nessuno ha mai informato il Museo di queste opportunità. Noi da tempo peroriamo nuove acquisizioni. Il Museo ha già acquistato un ritratto del Faiyun e un busto di età tarda. Ci piacerebbe comperare anche una collezione di tessuti copti». Sono queste le nuove collezioni di cui fa cenno Urbani? «Non lo sappiamo» prosegue Anna Maria Donadoni. «Comunque se il Ministro vuole potenziare l'Egizio ha due opzioni. Trasferire collezioni da altri musei italiani o fare nuovi acquisti». Urbani non ha voluto rivelare che cosa farà. «Non c'è da stupirsi». Perché? «Perché di collezioni acquistabili in Italia non ci risulta ce ne siano. Abbiamo notizia di raccolte private costituite nell'Ottocento, ma si tratta, salvo un paio di casi, certo non in vendita, di materiale senza particolare valore scientifico. Forse il ministro ha scovato qualche personaggio tanto astuto da tenere nascosto chissà quale tesoro. E allora aspettiamo di vederlo». E all'estero? «Il mercato straniero, tramite le case d'aste, offre in vendita pezzi meravigliosi, ma mai comperati dai nostri musei, perché spesso troppo cari. Non ci sono i soldi. E' una realtà che non penalizza solo le acquisizioni. Da anni il Museo Egizio chiede di essere dotato di un ufficio tecnico». Le parole di Urbani hanno creato qualche interrogativo anche per quanto riguarda la Reggia di Venaria Reale. Pochi mesi fa il Presidente della Regione Enzo Ghigo aveva presentato un piano che annunciava le future destinazioni d'uso, assicurando che erano condivise dal ministro, che però alla Fiera del Libro è stato udito dire: «Finito il restauro lanceremo un concorso di idee, per verificare tutte le possibilità di utilizzo della struttura». A questo punto il piano di Ghigo è ancora valido? «Sì -risponde l'assessore alla Cultura Giampiero Leo - lo confermiamo». Secondo Leo le parole di Urbani «sono state male interpretate dei giornalisti, il concorso riguarderebbe gli allestimenti e non i loro contenuti». In Regione c'era anche chi perorava di affidare a Piero Angela la divulgazione spettacolare della Reggia. Angela, interrogato alla Fiera del Libro, ha precisato: «Non ne sapevo nulla. E' vero però che il presidente Ghigo in occasione della Fiera mi ha sottoposto il problema. Tuttavia per ora non c'è altro». Nel frattempo la settimana scorsa si sono recati a Venaria esperti francesi e americani, specializzati nell'identificare imprese e talenti in grado di progettare gli impianti spettacolari necessari alla residenza reale.
Un giallo dietro l'annuncio di nuove collezioni per l'Egizio
Il ministro Urbani ha fatto una visita alla Fiera del Libro e ha fatto dichiarazioni che hanno creato interrogativi sui suoi piani per il Museo Egizio di Torino. La direttrice del Museo, Anna Maria Donadoni, ha espresso la sua sorpresa e ha chiesto informazioni sulle nuove collezioni che il ministro vuole trasferire o acquistare. Il ministro non ha rivelato nulla, ma ha menzionato l'opzione di trasferire collezioni da altri musei italiani o fare nuovi acquisti. Il Museo ha già acquistato alcuni pezzi, ma non sa se il ministro vuole acquistare collezioni private o straniere.
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