Ricordo che nel '96, quando venne approvato il Decreto istitutivo del Parco nazionale de['arcipelago toscano, proposto dall'allora Ministro Ronchi dei Verdi, si levarono proteste vivacissime da parte degli elbani che'coinvolsero settori di vario orientamento politico. Taiché l'esito elettorale, per il rinnovo delle amministrazioni comunali dell'isola, venne fortemente condizionato a favore del centro-destra. Le ragioni di quella protesta avevano una comprensibile motivazione dettata dalla preoccupazione che i poteri del nuovo ente, sovrapposti a quelli degli enti locali, sottraessero ruoli decisionali alle istituzioni ed ai cittadini. Dall'altro lato, i sostenitori dell'ente Parco, sicuramente minoritari, obiettavano che si trattasse di una grande opportunità per la tutela e lavalorizzazione del patrimonio naturalistico, così pregiato, delle isole toscane. Dopo oltre.dieci annidi vita di questo ente si può, anzi si deve, fare un bilancio dei risultati. Non viè dubbio che, soprattutto l'Elba, sia un'isola grande, verde ma fortemente antropizzata con i suoi 3omila abitanti. Le attività economiche che visi svolgono, i villaggi turistici, gli alberghi e le seconde case, sono tarate per un numero di presenze contemporanee di oltre aoomila persone nel periodo estivo. Come si concilia tutto questo con un Parco che tende, nell'ambito della propria vasta perimetrazione, ad "imbalsamare" l'esistente? E ancora: quali sono, oltre le inibizioni, le reali opportunità che questo ente ha creato in favore del territorio? Occorre riconoscere che la perimetrazione dell'area è sicuramente da riconsiderare alla luce delle reali caratteristiche dei luoghi, distinguendo meglio quelli degni di tutela dagli altri. Inoltre è emerso il grave problema della mancanza di risorse destinate all'attività del Parce facendo mancare investimenti per la tutela e la valorizzazione della natura e Der la fruizione di questo patrimonio da parte dei cittadini. Questa duplice combinazione finisce per rafforzare la sensazione che il Parco sia quella sovrastruttura che si temeva all'irizio.Anche se alcuni sferzi sono stati compiuti nella formulazione del cosiddetto piano del Parco. Personalmente non mi iscrivo al partito degli anti-parco ma, piuttosto, chiedo che esso sia legittimato ad una gestione più dinamica, conciliando le ragioni di tutela naturalistica con quelle del necessario sviluppo sostenibile. Del resto credo che la natura debba ragionevolmente essere posta al servizio dell'uomo e non viceversa. La cosa che è venuta totalmente a mancare all'Elba è una valutazione seria e responsabile sul proprio dimensionamento ovvero sulla necessità di programmare uno sviluppo coerente coni bisogni di vita di una popolazione che non può prescindere da una econonia di scala plausibile. Mi spiego meglio: quando il numero dei residenti reali è così basso, saltano i parametri di sostenibilità dei servizi alimentando l'insorgere di malessere sociale. Vengono meno le condizioni della concorrenza fra soggetti economici, insorgono i monopoli, lievitano i prezzi, le tariffe inevitabilmente salgono, i disagi aumentano perle famiglie spesso indotte all'abbandono. Questo fenomeno è appena camuffato dai falsi residenti che in realtà vivono all'Elba solo poche settimane all'anno. I giovani non trovano lavoro stabile, i migliori se ne vanno. Da tempo vado constatando che così com'è la situazione non può andare avanti: l'Elba o cresce o muore. La sfida è dunque questa! Cosa c'entra tutto ciò con il Parco? Il nesso esiste ed è stringente. La visione ambientalista non mi spaventa se si ragiona dalla parte delle persone e delle famiglie perché le due necessità possono conciliarsi. Ciò che mi preoccupa sono gli ambientalisti di professione che per autopromuoversi e sopravvivere scatenano campagne ideologiche che poco hanno a che spartire con ivalori di fondo ai quali dichiarano di ispirarsi. E necessario, senza pregiudizi, rimettere in fila le priorità, definire scientificamente il dimensionamento ottimale dell'Elba entro un'economia di scala corretta cui adeguare lo sviluppo compatibile con le esigenze socio-economiche della collettività. Il ruolo e la perimetrazione del Parco dovranno adeguarsi a questa nuova e globale pianificazione. Deputato e Sindaco Comune di Rio Marina (LI)