Il nuovo primo cittadino assicura il massimo a favore della fascia montana e annuncia una revisione urbanistica che permetterà di ampliare le abitazioni Le prime scelte: ritiro immediato del Pat e ridiscussione dei progetti per i cimiteri Caserma e impianti sportivi in primo piano Chiamarsi Dal Negro e diventare sindaco di Negrar. Pare un destino già scritto per il nuovo primo cittadino scelto dagli elettori al ballottaggio alla guida del raggruppamento di centrodestra. L'avversario Valentino Viviani, con le sue tre civiche, ha recuperato circa 400 voti rispetto al primo turno, ma non è stato sufficiente per arginare l'avanzare di Popolo della libertà e Lega Nord anche nel Comune più grande della Valpolicella, complice la zona collinare che ha votato compatta per Dal Negro. «Ma la montagna non è venuta a me», dice profetico, «piuttosto è andata contro gli altri. Era tanto lo scontento di quel territorio che in me hanno visto la possibilità di un'alternativa». E ora cosa farà per questa fascia territoriale? «Dal Pat modificato ne usciranno possibilità di ampliare o costruire edifici residenziali e opportunità per le esigenze artigianali. Saranno le imprese edili locali a lavorare e sarà un modo per dare ossigeno contro la crisi». Ieri Giorgio Dal Negro, 67 anni, dirigente d'azienda in pensione e un passato da assessore al Comune di Verona nella giunta Sironi, uno che parla di politica e cita Pascal, ha trascorso per lo più in famiglia e con gli amici il suo primo giorno da sindaco; a pranzo è uscito con la moglie («era una paio di mesi che la trascuravo»). In municipio ha fatto un giro in mattinata, ha incontrato il segretario generale Gino Gugole e ricevuto le chiavi del Comune. Le priorità sono chiare da un pezzo: Pat, gestione dei cimiteri, viabilità, centro sportivo. Stamattina alle 9 il neo sindaco si riunisce con i dirigenti comunali, ma ha già dato le prime disposizioni: immediato ritiro del Piano di assetto dalla Regione, ridiscussione per i cimiteri in project financing. «Questo è un problemaccio, la cosa è molto avanti, dovrò fare i salti mortali e non so se serviranno a qualcosa. Ma ci provo». Nel pomeriggio di ieri ha fatto tappa anche alla caserma dei carabinieri. «Inadeguata e cadente com'è, rappresenta un problema serio e urgente», ci dice al bar Mignolli di via Mazzini, ex bar Combattenti. Ha il viso sorridente di chi sa di aver appena vinto una battaglia importante, consapevole però che il bello ha da venire. «È un problema di dignità, non solo di sicurezza», prosegue. «I carabinieri sono disposti ad aumentare l'organico, ma serve lo spazio, cioè una caserma nuova. La faremo». Rimane da capire dove. Intanto dal bar passa tanta gente che lo saluta, strette di mano e complimenti. Una signora: «Ha un viso buono, promette bene». Lui annuisce: «Sì, sono buono, ma a volte presuntuoso». Poi riprende il discorso dalla caserma e introduce l'argomento centro sportivo. «Il luogo ideale per i carabinieri, anche a detta loro, rimane il centro e l'area sarebbe vicino alle elementari, dove ora ci sono i campi da calcio. Ma lì non si potrà intervenire prima di avere disponibile il nuovo centro per lo sport». La Giunta Mion con l'assessore Viviani l'ha pensato a nord del capoluogo, in località Osteria Vecchia vicino a Villa Bertoldi, attirandosi le ire di ambientalisti e associazioni. Per varie ragioni non è mai piaciuto nemmeno a Dal Negro e alla sua compagine. «A questo punto però la scelta è una sola: o quei campi si possono costruire in fretta, e allora ce li teniamo e facciamo largo alla caserma, oppure se i tempi sono lunghi individuiamo una nuova area e ricominciamo daccapo».