Parte a Milano la sfida del decoro urbano. Da vincere non solo con la battaglia ai graffiti, ieri al via. C'è anche una selva di 170 mila pali da eliminare. E, poi, fioriere da rimuovere (680 sono già state tolte, altre 50 lo devono essere a breve).Monumenti da pulire e valorizzare (in questi giorni saranno riconsegnati alla città le 19 lapidi in bronzo e il pozzo di piazza dei Mercanti, la Colonna del Verziere in largo Augusto e la Fontana del Verziere in piazza Fontana). Piazze da riqualificare (a partire da piazza Gambara e piazza Ohm i cui progetti preliminari sono stati approvati dalla giunta a fine aprile). Intellettuali, critici d'arte e ambientalisti lanciano un appello: «Rieducare Milano al bello». Di qui la richiesta di interventi contro la segnaletica stradale disordinata, i cartelli delle fermate del tram senza stile, i manifesti pubblicitari selvaggi e le aree sterrate abbandonate. Nuove scommesse per la città. L'assessore all'Arredo urbano Riccardo De Corato spera di fare decollare entro l'anno un piano direttore per l'arredo urbano. «Un pool di esperti o un personaggio di fama intemazionale spiega De Corato fisserà le linee estetiche da seguire in città». Nella sua sfida Milano sarà aiutata, con ogni probabilità, anche dal ministero dei Beni culturali: «La città potrà beneficiare osserva il ministro Giuliano Urbani degli incentivi messi a disposizione dal disegno di legge sulla "Qualità urbana", al vaglio del Parlamento. Si tratta di finanziamenti destinati alle amministrazioni che nella realizzazione di opere pubbliche decidono di privilegiare anche il criterio della qualità, insieme con quello del costo più basso». Non solo. In occasione dei 200 anni dall'incoronazione di Napoleone, Milano dovrebbe ricevere aiuti economici per valorizzare monumenti come l'Arco della pace, piazza d'Armi, l'Arena, Palazzo Reale e Villa Palestro. È una corsa al bello invocata a gran voce. Il critico di design Gillo Dorfles sottolinea: «È necessaria un'authority dello stile sul modello della commissione Monumenti. Per sorvegliare anche sull'aspetto grafico-estetico di cartelli alle fermate dei tram, insegne e manifesti pubblicitari». Il gallerista Philippe Daverio incalza: «Oggi Milano sembra avere rinunciato al bello. Basta pensare alla chiusura dei Navigli o all'abbattimento delle mura spagnole per fare posto al grattacielo di Porta Romana dice . È necessario avviare un dibattito in merito». Il presidente dell'Accademia di Brera, Stefano Zecchi, spiega: «Bisogna fare di Milano una città aperta al bello anche attraverso interventi pubblici. Capace di difendersi dal brutto e di proporre concorsi d'alto livello per arredare gli spazi pubblici». Il presidente lombardo di Italia Nostra, Marco Parini riassume in una frase: «Per cominciare bisogna ripulire la città dai mille orpelli che l'abbruttiscono». E il consigliere comunale Fabrizio De Pasquale propone: «Il Comune aiuti i privati a ripulire dai graffiti i palazzi storici. Con interventi diretti o uno sconto sull'Ici».