Cantiere fantasma, chiuso al pubblico, misteriosamente recintato e al tempo stesso pratica sospesa sul tavolo di troppi uffici l'Istituto geologico di largo Santa Susanna, quel grande palazzo alle spalle della chiesa di Santa Maria della Vittoria e di fronte alla stele di Consagra, è appeso a un destino ancora incerto. Che debba rimanere un museo, così come nella sua natura tutta ottocentesca, è una richiesta che il soprintendente archeologico Adriano La Regina ha messo per scritto, in particolare dopo il ritrovamento di importanti resti archeologici nel corso dei lavori recenti, quando al primo piano dell'edificio sono state scavati imponenti resti delle Mura serviane in tufo granulare grigio. Le strutture antiche sono in parte ancora al di sotto delle strutture portanti del palazzo: la parte scavatama il lavoro è da completare è nel salone centrale al primo piano dell'edificio. Le mura, spiega l'archeologa Maria Antonietta Tomei, consistono oggi in un tratto lungo sette metri e largo tre e mezzo, a cui se ne aggiunge un altro più esteso, di quattro metri per uno e mezzo. Al muro in blocchi venne addossata in epoca postantica una cisterna con volta abotte. Un ulteriore tratto è inserito nelle fondazioni di Santa Maria della Vittoria. I lavori sono stati definitivamente sospesi dall'Apat, l'Agenzia per la protezione dell'Ambiente, nel luglio 2003. Per molti mesi, altro non si è saputo: la situazione, per quanto bloccata dovrà tenere conto di questi ritrovamenti giudicati «di grandissima importanza storica e archeologica» e tali da richiedere il vincolo sull'area che va peraltro ad aggiungersi a quello già esistente sull'edificio. L'Apat ha infine fornito alla Soprintendenza una risposta scritta, in cui si spiega che le migliaia di reperti dell'antico museo sono conservate nei depositi e che difficilmente torneranno nella loro sede originaria. A un progetto sul palazzo sta lavorando l'assessorato capitolino ai Progetti speciali di Claudio Minelli che ha facoltà di decisione sulla destinazione d'uso sugli immobili del Demanio. Il progetto prevede l'allestimento di un piccolo museo geologico, con la collezione di marmi antichi e reperti paleontologici. Ma secondo il Campidoglio l'edificio dovrà essere alienato o ceduto in concessione a privati che potranno rilanciarlo come centro multimediale aperto alle tecnologie più avanzate.