Uno spiraglio di speranza si è aperto sul caso Caserta, mentre ancora giace sul tavolo del ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi il decreto presidenziale secondo cui Terra di Lavoro dovrà dire addio alla Soprintendenza dei Beni Archeologici e all'Archivio di Stato. Al tavolo romano delle trattative, che venerdì scorso ha riunito il capo di Gabinetto Nastasi e le organizzazioni sindacali nazionali, il caso Campania è stato posto sul banco della discussione all'insegna del compromesso tra una riorganizzazione che di fatto riduce da undici a nove le sedi periferiche dirigenziali in Campania, e la possibilità di reintrodurre, solo per le regioni dove sono presenti soprintendenze con un esteso territorio di competenza e un patrimonio culturale rilevante, delle Soprintendenze Miste, ossia architettoniche paesaggistiche e storico artistiche insieme. Tale opportunità, che ben si adatta alla Campania e che richiama da vicino il caso Toscana, potrebbe comportare il ritorno delle competenze Storico Artistiche ed Etnoantropologiche a Caserta che, di fatto, avrebbe competenza anche sulla Reggia. Evitando quindi che le competenze attuali della Soprintendenza di Caserta passino a Napoli, per il settore storico-artistico, si libererebbe anche un posto di dirigenza in Campania che potrebbe essere destinato alla Soprintendenza Archeologica di Caserta e Benevento, svincolandola in tal modo da Salerno. «La scorsa settimana la nostra associazione - spiega il presidente del circolo culturale Acli L. Vanvitelli Cuono Antonio Pannella - segnalò ai politici e parlamentari locali lo scempio che si stava consumando ai danni di Caserta nel silenzio totale. Da allora le acque si sono mosse e la cauta apertura del Ministero oggi lascia spazio alla speranza che si riesca ad evitare il depauperamento delle attività di tutela e valorizzazione del territorio casertano, relegandolo a periferia di Napoli e Salerno». Secondo la proposta formulata dai sindacati al ministro Bondi, quindi, si lascerebbero a Caserta le competenze attuali, pur nel rispetto di un decreto teso all'ottimizzazione delle competenze nella logica degli accorpamenti. E mentre il Ministero si è riservato di adottare il decreto ministeriale entro i primi giorni di luglio, la mobilitazione casertana non si arresta. Oggi pomeriggio, infatti, la Cisl Funzione Pubblica Caserta ha indetto una conferenza stampa nel corso della quale, insieme al segretario provinciale F.P. Rino Brignola, al segretario confederale Carmine Crisci, e al segretario aziendale Reggia Pino Crispino, si farà il punto della situazione in vista dei prossimi e imminenti incontri a Roma.
CAMPANIA - soprintendenze miste: spiraglio di speranza per il caso Caserta
Il caso Caserta è stato messo sul banco della discussione a Roma, dove si sta trattando di un decreto presidenziale che potrebbe ridurre la Soprintendenza dei Beni Archeologici e l'Archivio di Stato a nove sedi periferiche in Campania. La proposta dei sindacati prevede di mantenere le competenze attuali a Caserta, pur nel rispetto di un decreto teso all'ottimizzazione delle competenze. La mobilitazione casertana non si arresta e la Cisl Funzione Pubblica Caserta ha indetto una conferenza stampa per discutere della situazione.
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