Pompei. Torna l'incubo degli scavi chiusi e dei disagi per i turisti. Oggi, dalle otto e trenta alle dieci e trenta, i lavoratori della Cgil, Cisl e Uil ritornano ad incrociare le braccia. Questa volta, però, a far slittare di due ore le aperture dei siti archeologici di Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia e del museo di Boscoreale, non è l'eterno braccio di ferro tra i lavoratori e l'amministrazione. I dipendenti, infatti, si riuniranno in assemblea nell'Auditorium degli scavi, come avverrà in date diverse in tutti i musei e aree archeologiche nazionali, per consultarsi sull'ipotesi del contratto integrativo di ministero siglato lo scorso 28 maggio. A dettare le direttive sui modi e i tempi dell'assemblea sono state le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil. Tutto è finalizzato a illustrare e, se necessario, sottoporre al voto l'ipotesi di contratto per decidere se la firma tecnica apportata dai sindacati nazionali deve essere trasformata in una firma definitiva. I turisti saranno pazienti comprendendo le esigenze sindacali e attendendo per due ore pur di vivere la magia della città sepolta? C'è chi giura di sì. Sono anni ormai che con l'arrivo dell'estate i visitatori, e 'indotto economico che ruota intorno all'area archeologica, devono imparare a convivere con i disagi legati alla chiusura degli scavi. Dalla soprintendenza, intanto, fanno sapere che si attiveranno per ridurre al minimo i disagi annunciati.