Questa estate, formalmente a fine agosto, in Campania due figure storiche dell'arte vanno in pensione per limiti di età: Pier Giovanni Guzzo - che guida la soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei - e Nicola Spinosa, soprintendente del Polo museale partenopeo e mente del museo di Capodimonte. Un avvicendamento burocratico, eppure per i beni culturali un semplice avvicendamento può diventare un problema. Chi segue il calcio lo sa bene: se parte un bravo giocatore ne serve un altro di pari livello. Quindi occorre trovare nomi di analogo prestigio in un ministero che sta cercando di capire cosa accadrà dopo l'ultima riforma, quella del ministro Bondi. Una riforma - per inciso - che in vetta alla gestione del patrimonio artistico mette la direzione per la valorizzazione, quella dell'ex manager Resca, sopra a tutte le altre competenze. E questo preoccupa molti. Intanto in Campania c'è malumore. Il ministero sopprime la soprintendenza artistica di Salerno e quella archeologica di Caserta (creata pochi anni fa da Rutelli) e molti non sanno dove lavoreranno fisicamente. Nel Lazio la soprintendenza archeologica di Ostia antica è stata risucchiata dalla soprintendenza commissariata di Roma e tra gli scavi a due passi dal mare vorrebbero capire cosa succederà. La faccenda ha sollevato proteste manifestate dalla Cgil. Restando tra le antichità, c'è un problema potenzialmente capace di lasciare più soprintendenze senza un direttore e che ha origine ai tempi di Urbani e poi Rutelli: c'era stato un concorso per dirigenti archeologi, una controversia ne ha messo in discussione la legittimità, il Consiglio di Stato deve dare un parere finale, il ministero vuole assumere lo stesso chi è risultato formalmente idoneo, questa decisione rischia di essere contestata per vie legali e, se risulterà illegittima, bloccata. Un ginepraio. Infine, per ragioni burocratico-formali entro il 10 e il 3 agosto il ministero rifarà tutti i contratti (184 circa) ai dirigenti centrali, regionali e soprintendenti e farà le nomine. L'incertezza regna sovrana.
Soprintendenti appesi a un filo. L'incertezza nei Beni culturali
In Campania, a fine agosto, due figure storiche dell'arte vanno in pensione per limiti di età: Pier Giovanni Guzzo e Nicola Spinosa. Questo avvicendamento può diventare un problema per i beni culturali. Il ministero sta cercando di capire cosa accadrà dopo la riforma del ministro Bondi, che mette la direzione per la valorizzazione sopra a tutte le altre competenze. In Campania, la soprintendenza artistica di Salerno e quella archeologica di Caserta sono state soppresse, e molti non sanno dove lavoreranno fisicamente. In Lazio, la soprintendenza archeologica di Ostia antica è stata risucchiata dalla soprintendenza commissariata di Roma. La Cgil ha protestato per la mancanza di trasparenza.
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