BARI - Notifiche a due funzionari della soprintendenza per il patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico della Puglia, nonché ai responsabili di una ditta con l'appalto per i lavori di restauro dell'altare maggiore nella Chiesa di San Domenico a Turi, in provincia di Bari. Le accuse precise: informazioni di garanzia per falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa. L'operazione di controllo è stata compiuta dai carabinieri della sezione di pg presso la Procura di Bari. La disposizione è giunta da parte del procuratore aggiunto Giuseppe Carabba, che ieri ha stabilito il sequestro della 'macchina dell'altare ligneo dell'altare maggiore' nella chiesa. Pare che gli indagati, secondo quanto emerso dall'accusa, abbiano dichiarato falsamente - essendo in concorso tra loro - che i lavori di restauro all'altare maggiore di San Domenico erano stati eseguiti a regola d'arte, quindi potevano considerarsi conclusi. Gti inquirenti sostengono che si è perpetuato un inganno ai danni della soprintendenza dei beni culturali di Bari, avendo già liquidato l'importo previsto dalla gara d'appalto.