Dal 13 luglio porte sbarrate al Salinas per restauri. Visite vietate anche allAbbatellis, alla Palazzina Cinese e a San Giovanni degli Eremiti Le guide turistiche "Lavoriamo molto meno del passato Palermo ha ormai perso lappeal" Il tour operator "Siamo costretti a non puntare sui beni culturali, per fortuna cè il mare" PALERMO apre le porte allestate ma chiude i suoi musei ai turisti. Guide e operatori del settore denunciano le difficoltà di ospitare i pellegrini darte e cultura in una città che si spegne. Dal 13 luglio chiude al pubblico anche il Museo archeologico Salinas di piazza Olivella, per lavvio dei lavori di restauro e riadattamento, finanziati con i fondi di Agenda 2000 e il riallestimento delle sale. E saranno sospese anche tutte le attività legate alla consultazione degli archivi storico e fotografico e della biblioteca, nonché le ricerche di studio nei magazzini. «Sarà nostra cura - spiega la direttrice Giuseppina Favara - comunicare con anticipo i tempi in cui sarà possibile consentire una parziale riapertura del museo, a cantiere aperto, nonché ladozione delle tariffe ridotte per lingresso». Ma continua a essere chiuso anche palazzo Abatellis, per i lavori di restyling e non ci sono tempi certi sulla riapertura al pubblico: «Stiamo effettuando il collaudo dellala Settecento - spiega la direttrice Giulia Davì - aspettiamo i risultati e poi concorderemo la riapertura con lassessorato regionale ai Beni Culturali». Chiusa anche la Palazzina cinese, riaperta da poco, per lavori che riguardano il parterre e la zona intorno alla casina, che saranno completati, se tutto va bene, solo a fine giugno. Ma la lista dei monumenti negati continua: San Giovanni degli Eremiti riaprirà solo a fine luglio. «Dopo il collaudo dei lavori - assicura la soprintendente per i Beni culturali Adele Mormino - così come il piano terra di palazzo Aiutamicristo con il museo lapideo, il Villino Florio e il Castello a Mare, ma si dovrà aspettare ancora per rivedere il museo delle carrozze a Villa Raffo». Questo senza contare che gli oratori del barocco siciliano come Santa Cita e loratorio del rosario di San Domenico la domenica rimangono chiusi. «Quando i turisti ci chiedono di musei e chiese di cui hanno da sempre sentito parlare - dice Anne Van Gool, olandese, presidente dallassociazione Guide turistiche di Palermo e provincia che riunisce una sessantina di guide - e poi non si possono visitare, rimaniamo imbarazzati. È anche questo uno dei motivi per cui ci sono meno turisti in città. Nei miei dieci anni di attività, ho visto progressivamente diminuire anche per questo motivo lappeal di Palermo. Cè molto meno lavoro per noi guide, si lavora con gruppi piccoli di una ventina di visitatori mentre fino ad alcuni anni fa accompagnavamo anche 50 turisti a volta, olandesi, russi, tedeschi, americani, giapponesi, francesi. Ora, il maggiore flusso è rappresentato dai crocieristi». Per Giovanni Masaniello, presidente dallassociazione Guide turistiche associate «sono troppo alti anche i costi dei biglietti, se pensiamo che lingresso alla Cappella Palatina costa 8,50 euro, 50 centesimi meno del Louvre. Continuando così siamo fuori mercato». E non sono solo le guide turistiche a denunciare questo andazzo. «Non possiamo contare su una programmazione che includa anche i musei - spiega Antonio Mangia, presidente di Aeroviaggi, che ogni anno porta in Sicilia 100 mila visitatori italiani e francesi - e cerchiamo di proporre altro, fortunatamente lIsola ha un mare splendido. Ma gli assessorati non ci aiutano a promuovere il territorio». «Gli oratori - spiega Antonio Gerbino, direttore della società Civita che gestisce i tesori della Loggia, tra cui gli oratori di Santa Cita e di San Domenico - sono chiusi la domenica perché dedicati al culto. Il prezzo del biglietto di ingresso è indispensabile per pagare il personale. Altrimenti questi luoghi sarebbero chiusi».