La ricollocazione delloriginale quadreria nellaula magna di palazzo Balbi Cattaneo primo passo del rilancio del grande patrimonio dellateneo. Con lex Albergo dei Poveri sede più prestigiosa A luglio inizieranno le visite guidate alle opere di Balbi 2 Seguirà un convegno a livello internazionale «A luglio si riunirà per la prima volta il "tavolo della città" per affrontare il nodo dellAlbergo dei Poveri, che sarà un campus universitario ma anche un prestigioso museo con le favolose opere darte che custodisce, oggi un po ammucchiate e dimenticate», il rettore Giacomo Deferrari annuncia la prima tappa di una nuova sfida, già disegnata durante la campagna elettorale dello scorso anno. Tra un mese Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio e ovviamente Università si riuniranno per affrontare «un tema che è della città, non solo dellUniversità», spiega Deferrari. Lo ha annunciato ieri, mentre inaugurava un altro tassello di quello che il prorettore alla Valorizzazione del patrimonio dellUniversità, Lauro Magnani, chiama «un diffuso museo di opere darte». Da ieri, nellaula magna di palazzo Balbi Cattaneo, che ospita parte dalla facoltà di Lettere, sono stati ricollocati sei dipinti, ricostituendo la quadreria originaria, settecentesca, della sala. «LUniversità è una parte della città e noi ci apriamo con questo patrimonio a Genova», ha detto il rettore Deferrari. Da luglio, infatti, cominceranno visite guidate gratuite per illustrare la teoria di opere tornate in via Balbi 2. Una storia avventurosa, quella dei dipinti ricollocati, tra cui spiccano due ritratti dellottimo pittore secentesco Gio. Enrico Vaymer, il doge "Giovanni Battista Cattaneo" e la sua famiglia "Dama Cattaneo con la figlia" e una "Scena biblica" di Gio. Andrea De Ferrari, uno dei pennelli più formidabili del barocco genovese. Quando il palazzo non era ancora di proprietà universitaria, furono trafugati insieme ad altre due opere incastonate nelle cornici a stucco sulle pareti. Era il 3 marzo 1997. Un anno e mezzo dopo, la Guardia di Finanza recuperò parte del bottino: erano le sei tele che da ieri sono tornate "a casa". E le consegnò allUniversità, che nel frattempo aveva acquisito ledificio. Un periodo di deposito presso i musei civici, i delicatissimi restauri compiuti su alcune tele, le "apparizioni" in importanti mostre come "El siglo de los Genoveses" nel 1999 a Palazzo Ducale: il viaggio delle opere è durato fino a ieri quando la quadreria che Giovanni Battista Cattaneo pensò per la sua dimora, dal 1776, è in parte ricostituita. Con la collaborazione delle soprintendenze per i Beni artistici e per i Beni architettonici, il settore Cultura del Comune di Genova diretto da Teresa Sardanelli, lUniversità mette il primo tassello di un mosaico che Lauro Magnani, che insegna Storia dellarte moderna nellateneo genovese, sta sistematicamente ricomponendo. «Abbiamo cominciato con le visite guidate al palazzo di via Balbi 4, nel 2007, poi la collocazione di un affresco strappato di Luca Cambiaso a villa Giustiniani Cambiaso, ora stiamo pensando allAlbergo dei Poveri - spiega Magnani - lUniversità ha un patrimonio che deve valorizzare e aprire a tutti». E per la prima volta, a novembre, organizzerà un convegno con esperti internazionali e diversi docenti delle facoltà genovesi, per presentare e discutere le strategie culturali di valorizzazione del "tesoro" dellateneo. «Qui ci sono opere che vivono soltanto se il pubblico può goderne e sono stati nascosti per troppo tempo», aggiunge. Magnani, che da anni collabora con la facoltà di Ingengeria per un progetto pioniere di informatica applicata alle indagini di storia dellarte, annuncia: «Realizzeremo una guida in 3D del palazzo Balbi Cattaneo».