Dopo decenni di abbandono Comune di Grezzana e Parco regionale intervengono La pineta che nasconde le strutture le aveva anche rovinate A restauro finito, il forte potrebbe diventare ostello o museo Il forte Santa Viola fu costruito dal 1904 al 1913 a 830 metri di quota sulla sommità di un'altura che domina la Val Squaranto. Vi si arriva da Cerro. Vasto sei ettari, ha una pianta fatta a tenaglia. Aveva quattro cannoni girevoli in pozzi con cupola d'acciaio e altri quattro cannoni ai lati. L'architettura era più moderna, rispetto a quella del forte Masua, con le artiglierie protette dalle torrette. Dopo l'abbandono da parte dei militari, la sommità del colle era stata rimboschita, piantando alberi di pino d'Austria; fu piantumato anche il terrapieno che costituisce il tetto del forte, provocando così infiltrazioni d'acqua causate dalle radici. Il Comune di Grezzana, proprietario del forte, ne ha avviato il recupero. Sono stati programmati interventi in tre stralci per 1.400.000 euro, contando sulla collaborazione di Regione, fondazione Cariverona, Banco Popolare e Parco regionale della Lessinia. Sono già stati fatti interventi di pulizia, recupero strutturale, riscaldamento e recinzione. Spiega il responsabile, Giuseppe Laiti: «Abbiamo affidato per 60mila euro uno studio sulla linea dei forti della Lessinia agli architetti Valdinoci e Meneghelli e stiamo discutendo con loro le possibilità di gestione per questo patrimonio. Si tratta di spazi che vanno non solo recuperati, ma per i quali si deve trovare una nuova funzione di utilità sociale, un ostello o un museo della Grande guerra in Lessinia». B.F.