Tre appuntamenti con Pirrotta, arrivano "Le pulle" La 28esima edizione delle Orestiadi di Gibellina guarda ai sud del mondo, alle tensioni e alle contraddizioni di unarea geografica che corrisponde alle periferie ideali e morali della nostra società. Eccolo, allora il filo conduttore della nuova rassegna, "Sud è", che parte il 13 luglio in piazza 15 gennaio a Gibellina nuova e andrà avanti fino al 29 agosto al Baglio Di Stefano ma anche in diverse location del territorio martoriato dal terremoto del 68. Tanto che Ludovico Corrao, presidente della fondazione annuncia subito: «Lanno venturo pensiamo di riaprire lo scenario del Cretto di Burri, ci sono grandi eventi in via di definizione: e lanteprima è lepilogo di questa stagione, perché il 29 agosto al Cretto andrà in scena una drammaturgia costruita sulla memoria e sulla nostra tradizione religiosa, legata alla festa della Madonna delle Grazie e a testi di Alda Merini, Luzi, Manzoni, San Bernardo». Linaugurazione è affidata al concerto della nuova banda musicale "Maestro Gabriele Asaro" di Paceco. Poi la vera e propria apertura di questa edizione, che «apre uno squarcio sulla contemporaneità e si fonda sui drammi delluniverso femminile, della diversità, dellemarginazione e dellimpegno civile», come spiega il direttore artistico Michele La Tona, è il 14 al Baglio Di Stefano con "Lalbero del riccio, Antonio Gramsci dal bambino alladulto", testo ideato e interpretato da Giovanni Carroni, che esplora la dimensione privata dellintellettuale sardo. Il 16 luglio tocca a "Terra matta", adattata diretta e interpretata da Vincenzo Pirrotta dallautobiografia del bracciante semi-analfabeta Vincenzo Rabito: si apre così un trittico di lavori di Pirrotta a Gibellina che comprende "La fuga di Enea", (il 28 luglio) che incrocia i racconti dei reduci di stirpe troiana con quelli dei profughi contemporanei, e poi "La ballata delle balate", sul rapporto tra mafia e religiosità, il 29 luglio. Particolarmente atteso, l1 e il 2 agosto, larrivo de "Le pulle", il nuovo spettacolo di Emma Dante, che rimane lunica tappa siciliana dopo lanteprima di Caltanissetta e la tournée nazionale di questa «operetta amorale e viaggio onirico» sul tema della prostituzione. Affronta le questioni legate alluso del velo islamico, invece, "Hijab o del confine" di Letizia Quintavalle, (18 luglio) spettacolo che vede protagoniste un gruppo di donne provenienti da Algeria, Marocco, Palestina, Siria, Brasile e Italia. Ancora palermitani illustri: il violoncellista Giovanni Sollima con "Beuys, quel silenzioso sogno in sospeso", davanti alla Montagna di sale di Mimmo Paladino, e il ritorno de "Le mille bolle blu" di Salvatore Rizzo, interpretato da Filippo Luna, e "Dissonorata" di Saverio La Ruina. Riaccende i riflettori su Gibellina vecchia, invece la due giorni de "Nella valle della memoria", il 28 e il 29 agosto, tra il villaggio della Madonna delle Grazie e il Cretto, con la processione religiosa per la festa della Madonna e la drammaturgia laica che vedrà protagonista Vincenzo Pirrotta e Massimo DAnna. Infine, il Museo delle trame del mediterraneo, che tra luglio e settembre accoglierà un progetto drammaturgico costruito sui testi di Franco Scaldati, con Egle Mazzamuto e Melino Imparato. Navetta per Gibellina al numero 333 6647053.