DALL'AQUILA Un altro gioiello dell'arte neme ge dalla macerie dell'Aquila. Eì una tela del seicento, «L'adorazione dei pastori» del pittore abruzzese Giulio Cesare Bedeschini, l'ultimo quadro recuperato ieri mattina dagli specialisti S.A.F. (Speleo Alpino Fluviale) nelle sale del Museo Nazionale d'Abruzzo. L'opera, olio su tela di due metri, raffigura l'evento della vita di Gesù riportato dal solo Vangelo di Luca in cui i pastori a Betlemme avvertiti da un angelo si recano ad adorare il neonato. Splendido esempio di pittura toscana attribuibile all'opera del Badeschini dei primi anni delXVII secolo, la tela era custodita all'ultimo piano del Castello Spagnolo della città, proprio nella parte in cui la notte del terremoto è crollata la copertura seppellendo molte opere d'arte. La difficoltà del recupero, effettuato dalle squadre dei vigili del fuoco del Friuli Venezia Giulia con il coordinamento della Sovrintendenza ai Beni culturali, era dovuta ai massi che ostruivano l'ingresso della sala e alle macerie che intrappolavano il quadro. «L'Adorazione dei pastori è opera di un pittore locale ha spiegato Luciano Marchetti, commissario straordinario per il patrimonio artistico dell'Abruzzo il cui recupero è stato posticipato fino ad ora per la delicatezza dell'intervento. Nell'operazione fortunatamente nessun frammento è andato perduto anche se il quadro ha riportato alcune lacerazioni e dovrà essere sottoposto a restauro».